Aborto, Bonino: “Nostalgia reazionaria per pratiche clandestine”

"Una legge, finché qualcuno non la cambia, va rispettata da tutti e in particolare dalle istituzioni"
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ROMA – “Viviamo un periodo di nostalgia reazionaria. È quella tensione verso i ‘vecchi tempi d’oro’, in cui però proliferavano, ad esempio, le discriminazioni sessuali e gli aborti clandestini”. Lo ha detto la senatrice di +Europa, Emma Bonino, in un’intervista a Vanity Fair, a proposito della mozione approvata dal consiglio comunale di Verona.

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“Ognuno deve poter fare le campagne che ritiene giuste. E deve poter ricevere finanziamenti privati per esprimere al meglio le proprie idee. Però – ha sottolineato Bonino – se il comune o altra istituzione pubblica finanzia per legge le associazioni anti-abortiste, che si muovono contro una legge dello stato, un problema si pone, ovviamente. Perché c’è una legge e, finché qualcuno non la cambia, va rispettata da tutti e in particolare dalle istituzioni e gli articoli 2 e 3 sono chiari in proposito”.

Con questo Governo – ha aggiunto la senatrice di +Europa – sono in pericolo un sacco di diritti: veda le dichiarazioni sulle unioni civili o il disegno di legge Pillon sulla famiglia da Mulino Bianco. Certamente vedo pochi spiragli per promuovere nuovi diritti”, ma “continueremo a spingere per lo Ius Soli, per l’eutanasia e per la rivisitazione della 194”, ovviando “alla sovrabbondanza dei medici obiettori di coscienza, che rende impossibile l’aborto in intere regioni d’Italia” e battendoci “per l’aborto chimico con la pillola RU486 che rappresenta un intervento meno invasivo”, ha concluso Bonino.

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