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Gli eredi di Battisti vincono la causa in appello contro la Sony Music

L'etichetta, che li aveva accusati di aver negato lo sfruttamento economico delle opere dell'artista, ha preannunciato che proporrà ricorso in Cassazione

Pubblicato:06-09-2023 17:14
Ultimo aggiornamento:06-09-2023 17:17
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ROMA – Mentre si approssima la ricorrenza della scomparsa di Lucio Battisti – il 9 settembre saranno 25 anni da quando l’artista ci ha lasciati – non accenna ad interrompersi la querelle che lo riguarda: quella alimentata da Sony Music, la quale nel 2017 ha iniziato l’ennesima causa contro gli eredi Grazia Letizia Veronese e Luca Battisti.

L’ACCUSA AGLI EREDI

L’accusa mossa dalla major è la stessa che Mogol aveva mosso contro gli stessi eredi anni prima: aver opposto un diritto di veto a qualsiasi forma di sfruttamento economico delle opere musicali di Lucio Battisti.

In particolare, gli eredi di Lucio Battisti sono stati accusati dalla Sony Music di aver revocato il mandato alla SIAE per l’utilizzazione on line delle opere musicali di Lucio Battisti (in tal modo, impedendo alla Sony Music di commercializzare le registrazioni fonografiche delle canzoni interpretate da Lucio Battisti sulle principali piattaforme digitali, Spotify su tutte) e di aver ostacolato l’utilizzazione delle opere musicali di Lucio Battisti per sincronizzazioni (in tal modo, impedendo alla Sony Music di utilizzare le registrazioni fonografiche delle canzoni interpretate da Lucio Battisti in spot commerciali di noti marchi, Fiat e Barilla su tutti). La richiesta di risarcimento del danno monstre avanzata dalla Sony Music era stata di euro 8,5 milioni.


LA DECISIONE

La Corte d’appello di Milano, confermando la sentenza di primo grado, che aveva già respinto le domande della Sony Music, ha rigettato l’appello e condannato la Sony Music al pagamento delle spese processuali.   

La Sony Music ha preannunciato che proporrà ricorso in Cassazione. Gli eredi di Lucio Battisti fanno sapere che attenderanno con serenità anche questa decisione. 

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