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Violenza sulle donne, l’esperta: “I bambini non sono vittime secondarie”

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Flora Bolter, esperta di Diritti del minore e violenza, spiega che nei contesti di violenze familiari "i bambini non sono vittime meno importanti. Il trauma è molto reale e vanno ascoltati in tribunale"
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ROMA – “I bambini esposti a violenza ne sono direttamente danneggiati”. Così Flora Bolter – esperta di Diritti del minore e violenza e ricercatrice e componente dell’Asfp, Association française des sciences politiques – nel corso del seminario della fondazione Pangea Onlus su Violenza domestica e assistita subita dai minori che si è svolto a Roma.

L’esperta si è pronunciata anche sul problema della insufficiente formazione di chi dovrebbe occuparsi di proteggere i minori “perché molte persone che sono state formate tempo fa – ha detto – hanno l’idea che si possa differenziare l’essere un cattivo marito dall’essere un buon padre. Naturalmente non è così. Sarebbe un mito, un’idea irrealizzabile”. Bolter ha ricordato che molti bambini che vivono in un contesto di violenza domestica “sono stati uccisi insieme alla madre o in un contesto di omicidio suicidio, in altri casi sono vittime indirette perché esposti a un fortissimo trauma”.

Per questo, “noi in Francia usiamo il termine co-vittima perché pensiamo che l’espressione ‘esposti alla violenza’ dia l’idea che la violenza sia ricevuta passivamente, che i bambini ne siano vittime secondarie, invece non sono vittime meno importanti: sono vittime indirette – ha concluso – ma il trauma è molto reale, sono vittime reali e dovrebbero essere ascoltati in tribunale”.

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