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Dopo lo stop di Brasile-Argentina le autorità attaccano: “Giocatori argentini hanno mentito e infranto leggi”

Secondo le autorità brasiliane, i tentativi di far rispettare le leggi brasiliane prima della partita sarebbero stati vanificati dal comportamento della nazionale Argentina
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ROMA – Quattro giocatori della nazionale argentina che militano in Premier League non stavano “rispettando le leggi sanitarie brasiliane” e avevano “fornito informazioni false alle autorità”. In un duro comunicato Anvisa, l’Autorità nazionale brasiliana in materia di sanità, ha reso noti i motivi che ieri sera hanno portato alla sospensione della partita tra Brasile e Argentina dopo appena 6′ di gioco.

Una decisione che, precisa Anvisa, “non è mai stata di competenza dell’Agenzia” che si è limitata a “cercare di far rispettare le leggi brasiliane, che prevedono l’isolamento dei giocatori e le relative sanzioni”.

Secondo la ricostruzione dell’Agenzia, “Dal momento in cui è venuta a conoscenza della situazione irregolare dei giocatori, lo stesso giorno dell’arrivo della delegazione, l’Agenzia ha comunicato il fatto alle autorità sanitarie brasiliane. Domenica mattina, Anvisa ha avvisato la Polizia Federale e, fino all’inizio della partita, si è adoperata, con il supporto delle forze dell’ordine, per far rispettare le prescrizioni imposte ai giocatori, la loro immediata messa in isolamento e il loro accompagnamento verso la zona aeroportuale. I tentativi sono stati però vanificati, sin dalla partenza della delegazione dall’albergo“.

“Il fatto che un gruppo di giocatori- spiega ancora Anvisa- non stesse rispettando le leggi sanitarie brasiliane e che si fossero comunque fornite informazioni false alle autorità, ha effettivamente richiesto un’azione tempestiva da parte dell’Agenzia di Stato“.

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