In Bielorussia 5 arresti all’università, lo studente: “Non abbiamo paura”

"Noi lottiamo per il cambiamento, bisogna mandare via Lukashenko"
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ROMA – “Prima avevamo paura, ora ha preso il sopravvento il coraggio”. Con l’agenzia Dire parla uno studente universitario, uno dei tanti che in questi giorni ha preso parte al movimento di protesta studentesca. Il primo settembre in Bielorussia gli universitari hanno deciso di boicottare la ripresa delle lezioni, per unirsi al movimento che contesta la sesta rielezione del presidente Aleksandr Lukashenko alla guida del Paese.

La dirigenza dell’Università di lingue della capitale, rispetto alle altre, ha avuto un atteggiamento apertamente ostile nei confronti dei giovani, consentendo alle forze di sicurezza di entrare nell’ateneo. Gli agenti, anche in borghese e senza identificarsi, hanno interrotto sit-in pacifici e portato via studenti.

L’ultimo episodio è avvenuto venerdì mattina: un gruppo di giovani ha intonato alcune canzoni famose e ha fatto pensare a un’iniziativa anti-Lukashenko, attirando l’intervento di agenti in tenuta anti-sommossa che hanno arrestato – e poi rilasciato – 5 studenti. Stando ai media locali, i cinque affronteranno il processo lunedì, con l’accusa di manifestazione non autorizzata.

“Lukashenko è al potere da 26 anni, siamo stanchi di lui, chiediamo un cambiamento” continua lo studente alla Dire, preferendo non rivelare la propria identità. “Alla nostra protesta non stanno aderendo in molti: c’è paura tra gli studenti ma anche tra i docenti, perché rischiano di perdere il posto“.

L’universitario, come molti suoi colleghi, dice di non sostenere per il momento Svetlana Tikhanovskaja, la candidata che si oppone a Lukashenko: “Lei è stata la donna che ci ha dato la possibilità di essere liberi, di cambiare questo Paese. Sono certo che però nessuno ora stia pensando di sostenere un candidato in particolare: stiamo lottando per le ingiustizie, che purtroppo dilagano”.

Quanto ai prossimi passi delle organizzazioni studentesche, dice il giovane, “continueremo a opporci a quelle che vengono sponsorizzate dal regime e cercheremo di far licenziare quelle figure che all’interno delle università non difendono gli studenti”.

Giovedì, in una lettera aperta alla rettrice, gli studenti dell’Università linguistica hanno ribadito il diritto a poter manifestare liberamente le proprie idee tra le mura dell’istituto, nonché esortato i dirigenti a prendere posizione contro le elezioni “frutto di brogli” e per la liberazione dei manifestati arrestati nei cortei.

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6 Settembre 2020
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