A Mantova oltre mille ancelle per Margaret Atwood

Trentaquattro anni dopo il successo planetario del romanzo 'Il racconto dell'ancella', Atwood ha scritto il sequel 'I testamenti', che uscirà il 10 settembre
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MANTOVA – Oltre un migliaio di persone hanno accolto ieri sera Margaret Atwood a piazza Castello, a Mantova, per il Festivaletteratura.

Un incontro divenuto memorabile anche per l’autrice canadese, che all’arrivo ha trovato ad attenderla un “pubblico di ancelle”: i partecipanti infatti hanno indossato una cuffia bianca, a omaggiare il celebre e iconico cappellino delle ancelle. Il 10 settembre uscirà proprio l’attesissimo sequel del suo libro più famoso, ‘Il racconto dell’ancella’ (The Handmaid’s Tale).

DEAVER E ATWOOD CONQUISTANO IL  FESTIVALETTERATURA 

Mantova “sembra il posto perfetto per stupirsi, per lasciarsi andare alla meraviglia”. Parola di Jeffery Deaver, il re del thriller, uno dei grandi protagonisti della 23esima edizione del Festivaletteratura di Mantova. Lo scrittore statunitense ha presentato il nuovo romanzo ‘Il gioco del mai’ (Rizzoli) che ha come protagonista un uomo che cerca persone scomparse a bordo di un furgone attraverso gli Stati Uniti. Lo scrittore ha firmato autografi, si è lasciato fotografare e si è fermato a parlare con i lettori, così come tanti altri protagonisti della rassegna letteraria, che ha nell’incontro tra scrittore e lettore la sua ragion d’essere.

Dopo Eli Shafik e Ali Smith, la terza scrittrice protagonista è stata Margaret Atwood. L’autrice canadese ha conversato insieme ad Alberto Manguel della sua battaglia contro chi cerca di portare indietro le lancette della storia. Trentaquattro anni dopo il successo planetario del romanzo ‘Il racconto dell’ancella’, Atwood ha scritto il sequel ‘I testamenti’, che uscirà il 10 settembre.

Nella giornata in cui è nato il nuovo governo, a Mantova si è parlato anche di Europa e immigrazione nell’incontro tra Amin Maalouf e Donald Sassoon. Secondo l’intellettuale francese, “per l’Europa e l’Occidente la situazione è triste, assurda e inquietante, ma non bisogna disperarsi. Una soluzione ci deve essere per forza visto che non abbiamo un altro pianeta dove andare”. E per far convivere insieme popolazioni diverse in modo pacifico, la priorità di tutti i governi “dovrebbe essere gestire le diverse identità” ha aggiunto Maalouf. Secondo Sassoon “molto spesso le rivalità culturali hanno un rapporto con le diversità socioeconomiche. Il sistema capitalistico è sempre in mutamento e ciò causa problemi che non si possono superare solo con la cultura o con le buone intenzioni”. Intanto a Mantova le buone intenzioni si sono trasformate in buone azioni. In attesa dell’arrivo di Jonathan Safran Foer, che nel nuovo libro ‘Possiamo salvare il mondo prima di cena’ (Guanda) racconta la crisi climatica, gli organizzatori del Festivaletteratura hanno deciso di consegnare ad autori, editori, giornalisti delle borracce per l’acqua. Bandite le bottigliette di plastica.

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6 Settembre 2019
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