Ilva, Calenda contro Di Maio: “Ha cambiato idea”. La replica: “No comment, Jobs Act non entra in fabbrica”

Carlo Calenda, ex ministro dello Sviluppo Economico, attacca il suo successore Luigi Di maio per la trattativa su Ilva
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ROMA – “Una grande giornata per Ilva, per l’industria italiana e per Taranto. Finalmente possono partire gli investimenti ambientali e industriali. Complimenti per l’accordo ad aziende e sindacati e complimenti, non formali, al ministro Di Maio che ha saputo cambiare idea e finalmente imboccare la strada giusta”. Lo dichiara l’ex ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda in merito all’accordo su Ilva.

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ILVA. CALENDA: NOSTRO ACCORDO PREVEDEVA 11.500 POSTI E ART. 18

“Sonia, ok riconoscere i meriti no raccontare balle. Il nostro accordo prevedeva 11.500 posti (10.000 Mittal e 1500 società per Genova e Taranto) e 2000 incentivi all’esodo. Con diritti (art 18 incluso, livelli salariali e garanzia finale). L’accordo è ancora su sito Mise”. Lo scrive su twitter l’ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, rispondendo ad un tweet.

DI MAIO: OGGI NON RISPONDO, MA JOBS ACT NON ENTRA IN FABBRICA

“È il miglior accordo possibile nella peggiore situazione possibile”. Così il ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio sintetizza la sigla dell’accordo sull’Ilva.

“Tutti i lavoratori saranno assunti con l’articolo 18, quindi il Jobs Act non entra in fabbrica”, dice il ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio.

Sulla polemica con Calenda, sintettizza: “Oggi mi prendo la libertà di non rispondere al mio predecessore”

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