BOLOGNA – “Credo ci siano poche altre cose che hanno inciso sulla mia formazione come le parole delle sue canzoni. O forse dovrei meglio dire delle sue poesie. Anche se so che lui non vorrebbe che le si chiamassero cosi. Perché nonostante la sua sia altissima letteratura è sempre rimasto schivo alle celebrazioni”. E’ un ricordo commosso quello che Igor Taruffi, dirigente nazionale del Pd, affida ai social per omaggiare Francesco Guccini. I due, entrambi montanari, con radici profonde nell’Appennino che divide (o unisce) Bologna e Pistoia, erano legati da un’amicizia di lunga data. E Guccini, più di una volta, espresse apertamente la sua preferenza per Taruffi alle elezioni regionali in Emilia-Romagna, sia nel 2014 sia nel 2020.
Le parole del cantautore, scrive ancora l’esponente dem, “mi hanno aperto mondi, sono state rimando per conoscere storie, persone, sensazioni, emozioni. Per conoscere e provare a capire la vita che ti sta intorno, ma soprattutto quella che hai dentro. Per conoscere e provare a capire sè stessi. I versi delle sue canzoni o le pagine dei suoi libri come strumento per dire ciò che non potevo o non sapevo dire”. Il post di Taruffi è un lungo susseguirsi di citazioni delle canzoni del Maestrone. Per poi concludersi così: “L’amore e le amicizie più vere e profonde della mia vita sono tutte in qualche modo legate a lui. Con le lacrime agli occhi so che non ho e non ci sono parole per ringraziare dal più profondo del cuore Francesco Guccini. Per tutto quello che ci ha dato. Averlo conosciuto è stata una fortuna e un privilegio assoluto. Aver avuto la sua fiducia l’onore più grande. Francesco Guccini rimane sempre con me e con tutti noi”.
Anche per Maurizio Fabbri, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, la morte di Guccini “ci colpisce e provoca enorme tristezza. Con lui perdiamo non solo un cantautore e un poeta, ma un vero simbolo del nostro territorio, per come ha raccontato gli anni Settanta, la storia di Bologna e della nostra regione. Un simbolo anche del nostro Appennino, tanto da voler tornare a vivere la semplicità di quei luoghi e delle tradizioni”. Proprio l’Assemblea legislativa, nel luglio 2022, ospitò una mostra di caricature di Guccini. “Le sue canzoni, i suoi libri e il suo pensiero hanno cresciuto e accompagnato generazioni, insegnandoci il valore della memoria, della coerenza e dello sguardo critico sul mondo. Il legame indissolubile con i nostri luoghi e con la sua gente rimarrà un patrimonio inestimabile”.
Per Elena Carletti, presidente della commissione Cultura della Regione, la scomparsa di Guccini “lascia un vuoto enorme nella cultura italiana e nel cuore dell’Emilia-Romagna, ma ci consegna un’eredità inestimabile”. La figlia di Beppe Carletti, leader dei Nomadi, sottolinea anche come il Maestrone fosse “persona autentica, curiosa, ironica e profondamente legata alla sua gente. Era uno di quegli uomini che riuscivano a essere straordinari senza perdere la propria autenticità”. Carletti ricorda in particolare il concerto del 2012 allo stadio di Bologna per l’Emilia colpita dal terremoto. “Francesco decise di esserci, accanto a mio padre Beppe e a tanti artisti emiliano-romagnoli che misero gratuitamente la propria musica al servizio dell’Emilia- ricorda la dem- non era solo un concerto benefico: era l’abbraccio di un’intera regione a chi aveva perso case, affetti e certezze. Penso che sia stata una delle immagini più belle della sua idea di cultura, che non resta sul palco ma sa farsi responsabilità”.
La morte di Guccini “segna la perdita di una delle figure più autorevoli della cultura italiana e di uno dei più grandi interpreti dell’identità emiliano-romagnola- condividono il capogruppo Pd in Regione, Paolo Calvano, e il consigliere Niccolò Bosi- Guccini ha saputo raccontare come pochi altri l’anima della nostra terra. Il suo è stato un contributo culturale che ha superato i confini della musica, diventando patrimonio civile dell’intero Paese. Ha dimostrato che la cultura può essere popolare senza rinunciare alla profondità, capace di unire generazioni diverse e stimolare senso critico, partecipazione e libertà di pensiero. La sua opera continua a offrire strumenti preziosi per comprendere il presente e custodire la memoria collettiva. Per l’Emilia-Romagna è stato una voce capace di rappresentarne il carattere più autentico, fatto di passione civile, solidarietà, amore per i territori e attenzione alle persone. Un’eredità culturale che continuerà a vivere e che le istituzioni hanno il dovere di valorizzare e trasmettere alle nuove generazioni”, affermano Calvano e Bosi.
Anche per Luigi Tosiani, segretario regionale del Pd, Guccini “ha raccontato e interpretato, ma soprattutto ha rappresentato pensieri, stati d’animo, passioni di tante e tanti di noi. Sempre con quella incredibile e unica capacità di essere profondo e irriverente, potente e leggero. Noi lo salutiamo come (forse) avrebbe voluto lui: senza troppe cerimonie, senza retorica e con L’Avvelenata a tutto volume”. L’ex presidente dell’Emilia-Romagna ed europarlamentare dem, Stefano Bonaccini, lo ricorda infine così: “Paroliere, cantautore e poeta nato ‘tra la via Emilia e il West’. Addio Maestro, mancherai tantissimo”.




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