martedì 15 Settembre 2026

Fiume Po, le riserve sono finite. Emergenza senza fine: “O adattamento o il futuro sarà peggio”

L'Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po ha fatto il punto sulla situazione del fiume e dei laghi, tra siccità crescente, caldo e carenza di piogge

(Foto di E. Zani)

BOLOGNA – “Le temperature elevate persistenti stanno esasperando le ultime riserve d’acqua, e cioè i grandi laghi prealpini. Tranne il lago di Garda, le acque a disposizione dei laghi Maggiore Como e Idro sono quasi esaurite. L’emergenza continua e ancora non se ne vede la fine. Le conseguenze dei cambiamenti climatici nel nord Italia potrebbero diventare ancora più gravi, per l’agricoltura, l’industria e la popolazione, e per il sistema vitale nel suo complesso. Senza acqua e senza cibo non può esserci vita, pertanto dobbiamo presto adottare ulteriori misure di adattamento ai cambiamenti climatici, per non trovarci tra pochi anni a vivere situazioni persino peggiori di questa”. E’ senza mezzi termini l’analisi di Alessandro Delpiano, segretario generale dell‘Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po, alla luce degli ultimi (non positivi) dati su siccità, caldo e carenza di piogge. L’Osservatorio sugli utilizzi idrici del Distretto del Po si è riunito oggi per constatare che andava male prima e continua ad andar male: negli ultimi 30 giorni, ci sono state temperature superiori alla media del periodo e quasi ai massimi storici, e poche piogge (sotto la media nei territori piemontesi e lombardi, mentre in Emilia-Romagna e nel Veneto i livelli erano vicini o superiori alla media a causa di temporali intensi, talvolta violenti, ma estremamente localizzati, che hanno dato benefici limitati alla disponibilità complessiva di acqua).

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I volumi invasati nei Grandi Laghi regolati sono sotto i valori medi, quello che sta peggio è il Maggiore, “in condizioni di siccità estrema”. Le portate del Po “si mantengono su livelli particolarmente critici”, con portate sotto a quelle dei tempi di magra, l’acqua di mare risale i rami del Delta e, anche se la morsa del caldo nei prossimi giorni dovrebbe allentarsi, il livello di siccità è confermato di “severità alta“.

L’assenza di piogge diffuse e significative, unita al super-caldo dalla metà di maggio, ha favorito un costante incremento dei processi di evapotraspirazione e del fabbisogno idrico dei diversi comparti, determinando una progressiva riduzione della disponibilità di acqua sull’intero Distretto. Una tendenza risultata particolarmente evidente nei Grandi Laghi regolati, i cui livelli hanno registrato un continuo decremento a partire dalla seconda settimana di giugno. La situazione di maggiore criticità è sul Lago Maggiore, dove sia l’altezza idrometrica sia le portate erogate si attestano su valori prossimi ai minimi storici di riferimento (riempimento 5,3%). Un bel problema dato il ruolo strategico del sistema Ticino-Lago Maggiore per l’alimentazione del più esteso comprensorio risicolo europeo, comprendente Vercellese, Novarese e Lomellina, attualmente nel pieno di una fase colturale particolarmente delicata e caratterizzata da elevati fabbisogni irrigui. Anche il Lago di Como (riempimento 5,9%) e il Lago d’Iseo (riempimento 5%) mostrano condizioni critiche, con quest’ultimo in “siccità estrema”. Per l’Idro il riempimento è al 5,7%. Il Lago di Garda mantiene invece livelli di riempimento complessivamente nella norma (50%), pur presentando tiranti idrici e portate rilasciate inferiori ai valori medi del periodo. Lungo il Po, dopo il modesto incremento delle portate registrato nella seconda decade di luglio, si è osservata una progressiva riduzione dei deflussi lungo l’intera asta fluviale, con valori inferiori alle corrispondenti portate caratteristiche di magra e che continuano a mantenersi così anche nei primi giorni di agosto. Le portate medie mensili di luglio sono state sensibilmente inferiori alle medie storiche di riferimento.
A Piacenza la portata attuale del Po è di 177 metri cubi al secondo contro quella storica di 497; a Cremona 193 contro 602; a Boretto 209 contro 581; a Borgoforte 219 contro 645; alla sezione idrometrica di foce a Pontelagoscuro la portata si mantiene al di sotto della soglia critica dei 450 metri cubi al secondo registrandone 246 (media storica 709) il che continua a favorire l’intrusione salina nei rami del Delta del Po oltre i 20-25 chilometri, con ripercussioni sui prelievi irrigui e sugli ecosistemi delle aree più esposte. Soffrono la siccità territori che hanno ‘fame’ e bisogno d’acqua: sopratutto il territorio piemontese, dove la risicoltura è in forte sofferenza. Analoghe difficoltà nei territori lombardi e veneti. Assetate anche aree collinari e montane del Piemonte e della Lombardia. L’Autorità di bacino e le Regioni hanno richiesto ai gestori idroelettrici maggiori rilasci dagli invasi alpini nazionali. Una parte è già stata effettuata e una parte è tuttora in corso; tuttavia, i livelli di riempimento dei principali serbatoi, attualmente attestati in prevalenza intorno al 38-40% della capacità disponibile, limitano significativamente ulteriori possibilità di sostegno.
È inoltre in corso la valutazione di una possibile richiesta di maggiori rilasci dagli invasi svizzeri del bacino Ticino-Lago Maggiore attraverso l’Organismo Bilaterale italo-svizzero. Le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni indicano il passaggio di perturbazioni associate a fenomeni temporaleschi anche intensi, che potranno interessare sia i rilievi sia le aree di pianura e saranno accompagnati da una diminuzione delle temperature. Sebbene lungo l’asta principale del Po sia atteso un generale mantenimento o un modesto incremento delle portate, al momento non si prevedono benefici significativi e duraturi in termini di disponibilità idrica.

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