ROMA – È un giorno di dolore per la musica:la scomparsa di Francesco Guccini lascia un vuoto in tanti fan, ma anche tra i colleghi. Sono innumerevoli i messaggi e i pensieri che arrivano dal mondo della musica e dello spettacolo.
“Quando ci incontravamo, aveva sempre storie straordinarie da raccontare, storie di montagna, della nostra Emilia, storie di musica e di vita. Se n’è andato un vero poeta…Ciao Francesco”, scrive Gianni Morandi pubblicando uno scatto d’epoca insieme al ‘Maestrone’.
“Ti ho ammirato e ti ammiro sconfinatamente, ma ancora di più ti ho voluto e ti voglio davvero bene”. Lo scrive il cantautore reggiano Luciano Ligabue, postando anche lui una vecchia foto in bianco e nero in cui compare, sorridente, accanto a Francesco Guccini. Lo ricorda anche l’attore bolognese Stefano Accorsi: “Carissimo Francesco, è stato un piacere e un privilegio conoscerti”, scrive, aggiungendo una foto di scena del film ‘Radiofreccia’, diretto proprio da Luciano Ligabue, dove Guccini interpretava il barista del paese.
“Francesco Guccini ha lasciato questo mondo infame! Ci lascia alcuni capolavori come testimonianza eterna di un Novecento duro a morire nei nostri cuori e nella nostra vita nell’eterna speranza di cambiamento tipica della nostra generazione… mancherai al futuro e a tutti noi! Grazie Francesco e un abbraccio alla tua famiglia riservata e sincera come la tua terra…”, aggiunge Antonello Venditti.
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“Ciao Francesco. Hai avuto una vita piena di musica e arte, non sei mai stato ‘di moda’ ma sempre attuale e coerente con le tue canzoni. Di generazioni diverse, tu eri il grande Maestro, io l’allievo alle prime armi. Abbiamo respirato la stessa aria. Fra la Via Emilia…e Il Roxi Bar. Resterai per sempre nei nostri cuori”, scrive sui social Vasco Rossi.
“La scomparsa di Francesco Guccini si porta via un pezzo della nostra vita, del nostro tempo. È un dolore grande”, afferma Fabio Fazio. “Grazie Maestro”, scrive Fedez in una storia in cui allega il brano “L’Avvelenata”.
“Ciao Francesco, un abbraccio grande alla tua famiglia e buon viaggio a te. Sarai sempre qui, anche se in un’altra dimensione. Continua a scrivere!”, scrive la Pfm- Premiata Forneria Marconi nel suo ricordo di Guccini.
“Con la scomparsa di Francesco Guccini se ne va una parte fondamentale della storia del cantautorato italiano– commenta Cristiano De André-. Come mio padre, ha rappresentato una voce libera, capace di raccontare il nostro Paese con poesia, impegno civile e spirito di resistenza. La sua è una perdita immensa per la cultura italiana e per tutti coloro che nelle sue canzoni hanno trovato uno sguardo lucido, umano e vero sulla realtà. Ciao Francesco. Che la terra ti sia lieve”.
“Non ti ho mai perduto, con quanto amore, stai soltanto dormendo in fondo al mio cuore”, scrive Zucchero, scrive usando un verso della canzone “Spicinfrin Boy” e aggiungendovi una foto che ritrae lui e Guccini a tavola, su una terrazza vista mare.
“Con Francesco Guccini se ne va una delle più importanti figure del dopoguerra italiano. Ha raggiunto Fabrizio, Franco, Pino, Ivan e troppi altri che hanno segnato un’era storica straordinaria per la canzone popolare italiana“, sottolinea Eugenio Finardi. Per Fiorella Mannoia “Oggi siamo più soli, Francesco se n’è andato, ma quello che ha scritto rimane, facciamone buon uso, è l’unico vero omaggio che possiamo fare a questo grande artista che ha accompagnato le nostre vite”.
Parla di “una delle notizie più tristi della nostra esistenza”, e si chiede “Che mondo sarà senza di te”, Stefano Cisco Bellotti, cantautore (che dal 1992 al 2005 ha anche militato nei Modena City Ramblers). Guccini “Il Maestro. Un punto di riferimento musicale, culturale e umano per intere generazioni. Con lui se ne va un pezzo indelebile della nostra vita artistica e personale”, aggiunge Cisco. “È stato un privilegio averlo conosciuto, ascoltato e, con infinita umiltà, aver avuto l’onore di lavorare al suo fianco”. Di Guccini, dice ancora, “non resteranno soltanto le sue canzoni, i suoi libri e la sua immensa opera, ma anche i ricordi, gli aneddoti, le parole e gli insegnamenti che custodiremo per sempre nel cuore. Ci ha fatto guardare il mondo con occhi diversi, a non smettere mai di farci domande, a dare valore alle parole”.
Commosso anche Andrea Mingardi: “Scrivo queste righe a caldo, l’ho saputo solo pochi minuti fa. Il Maestrone, l’albero, così lo chiamava Lucio, ha salutato la compagnia. Sarebbe troppo facile parlare di dolore ma, al di là dei sentimenti privati, sto vagando random sulla pianura padana“. Il “professore di Pavana”, scrive ancora Mingardi, “ci ha dato tanto e faccio fatica a pensare alla nostra regione senza di lui. Non credo ci sarà bisogno di tanti incensatori professionisti, lui rimarrà. La sua voce emiliofona dai tratti modenesi, gli occhiali, il ‘pensiero peso’, la sua influenza politica e culturale, le carte lunghe, Vito, il fiasco di vino buono, la capacità di tenere tante persone lontane dai maroni, il suo amore per il rock’n’roll e le barzellette che mi telefonava”. E aggiunge: “Lo so, c’è tanto altro ma, come ho detto prima, non è il momento delle lodi sperticate. Francesco, veniva dal giornalismo e dai palchi delle balere. Pur di cultura sopraffina, era uno di noi e guardando all’orizzonte, non intravedo nemmeno pallide imitazioni. Uno che scrive ‘Dio è morto’ sessant’anni prima degli orrori che stiamo vivendo non può essere considerato riduttivamente un cantautore, un poeta moderno o un bravo scrittore. Abbiamo perso una colonna fondamentale della nostra storia e vi confesso che la notizia mi ha colpito personalmente”.
“Per noi del Club Tenco Francesco Guccini non era solamente un cantautore– si legge in una nota-. Era un punto di riferimento assoluto, uno dei primissimi che ha creduto nella forza visionaria dell’idea di Amilcare Rambaldi: presente già prima della rassegna e della nascita del Premio Tenco, molto generoso in tutti questi anni. Con alcuni di noi il rapporto era diventato un legame profondo e fraterno. Dell’intellettuale e del cantautore sappiamo tutto: ha rivoluzionato la direzione della canzone italiana, ha creato una dignità letteraria che prima era messa in discussione, perché la canzone sembrava un’arte di serie B. Francesco Guccini è stato un artista straordinario, che ha abbracciato tutte le potenzialità della canzone: da quella di lotta a quella intima, dagli americani ai francesi, lui è stato un raccordo e un caleidoscopio di capacità artistiche. Il Club Tenco non sarebbe stato lo stesso senza Francesco Guccini: La nostra gratitudine è immensa, il nostro dolore incolmabile”.
(foto dal profilo Instagram di Gianni Morandi)




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