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Il Cio ritira l’accredito olimpico a due tecnici bielorussi per il caso Tsimanouskaya

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La velocista Krystsina Tsimanouskaya, che era stata costretta a ritirarsi dai Giochi e a rientrare in patria dopo aver criticato la gestione tecnica, è riuscita a raggiungere la Polonia
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Dalla nostra inviata Erika Primavera

TOKYO – Il Comitato Olimpico Internazionale ha ritirato l’accredito ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 a due tecnici bielorussi, per il loro presunto coinvolgimento nel tentativo di costringere la velocista Krystsina Tsimanouskaya a rientrare in patria. Anche il capo allenatore della Bielorussia, Artur Shumak, e l’accompagnatore della squadra, Yuri Moisevich, sono stati invitati a lasciare immediatamente il Villaggio degli atleti dopo l’avvio dell’indagine sul caso della velocista arrivata in Polonia mercoledì scorso dopo aver cercato asilo perché obbligata a ritirarsi dalle competizioni dopo aver criticato la gestione tecnica.

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“L’accredito è stato ritirato nell’interesse del benessere degli atleti della Bielorussia che sono ancora a Tokyo”, ha spiegato il Cio, la cui commissione disciplinare è stata istituita per stabilire i fatti dopo aver ricevuto un rapporto del Comitato olimpico bielorusso, guidato da Viktor Lukashenko, figlio del presidente del Paese, Alexander Lukashenko. Entrambi sono stati esclusi dalla partecipazione ai Giochi di Tokyo per le accuse di discriminazione nei confronti degli atleti che hanno preso parte alle proteste contro la controversa rielezione del presidente nell’agosto 2020.

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