Il Covid toglie a Cervia 1,3 milione di presenze e metà fatturato per gli hotel, se va bene

I dati dello studio "Turismo and Lockdown" effettuato da Nomisma. Se i dati fossero ricominciati ad aumentare il crollo poteva essere di 2,2 milioni di arrivi
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CERVIA (Ravenna) – Per l’effetto-covid nella stagione balneare 2020 a Cervia si attendono complessivamente 312.000 arrivi “domestici” in meno, una riduzione di 1.300.000 di presenze e il calo del 49% del fatturato per gli alberghi. A dirlo, lo studio effettuato da Nomisma “Turismo and Lockdown, progetto Riviera 2020” che ha consentito di creare un modello di scenario sull’impatto del Covid-19 sulla filiera del mare di Cervia.

In dettaglio, i 312.000 arrivi in meno riguardano uno scenario “soft” in cui i contagi sono in calo: sempre per ciò che riguarda il turismo domestico, si prevede che il 77% di chi è stato a Cervia negli ultimi due-tre anni andrà in vacanza, riducendo a circa quattro notti la permanenza media. Diversamente, in un ipotetico scenario in cui si fosse verificato un nuovo picco a settembre, un pre-allarme sul numero di contagi in agosto e il ripristino ad ottobre delle misure restrittive, il crollo delle presenze sarebbe potuto essere di 2,2 milioni.

 

La lente di ingrandimento sui turisti stranieri vede un -65% delle prenotazioni aeree tra maggio e ottobre in uno scenario soft che corrisponde a una diminuzione di 51.000 arrivi e un decremento delle presenze pari a 278.000. Il ruolo degli alberghi, seppur prioritario, si riduce portando complessivamente il fatturato stimato tra i 240 e i 260 milioni di euro a contrarsi del 49%, con un effetto inevitabile sul numero di strutture che potrebbero essere messe in vendita al termine della stagione.

Tutto ciò malgrado la preferenza espressa quest’estate per vacanze di prossimità dei turisti italiani. Si stima infatti che il 40% dei vacanzieri rimarrà nella stessa regione in cui vive e il 34% in una regione limitrofa. In questo quadro, Cervia è tra le destinazioni richieste, in particolare da coloro che risiedono nel Nord Est.

Tra i motivi che spingono i turisti a scegliere Cervia rispetto ad altre destinazioni marittime emergono le occasioni di convivialità come il poter pranzare o cenare fuori (70%; 64%), la possibilità di passeggiare o organizzare escursioni in bicicletta (59%; 48%) e la partecipazione ad eventi e manifestazioni in luoghi aperti (56%; 49%).

Non solo, per i turisti che scelgono Cervia la sicurezza assume un ruolo centrale nella progettazione della vacanza, garanzie quali il distanziamento anche nelle aree comuni (77%), il personale con mascherina e guanti (74%) e i certificati di sanificazioni (70%) appaiono prioritarie, in particolare questi ultimi, soprattutto per coloro che hanno figli (77%), così come la presenza di poche persone nella struttura (78%; 66%) e la possibilità di avere la colazione servita al tavolo (68%; 63%), elemento prioritario anche per coloro che decidono di soggiornare in hotel di lusso (78%; 63%).

Il Comune di Cervia, data la situazione che ha colpito la riviera e le attività turistiche che rappresentano la linfa della città, non è rimasto in disparte. Grazie anche al supporto ricevuto dal Governo, ha stanziato immediatamente fondi a supporto di famiglie e imprese per circa un milione di euro, quindi ha provveduto ad una dilazione degli adempimenti fiscali entro il 2020. Ha anche guardato al proprio bilancio: sono state stimate le minori entrate correnti, derivanti in modo importante dal turismo- la sola tassa di soggiorno vale 3.200.000 di euro- e sono state individuate le spese correnti congelabili.

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6 Agosto 2020
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