Palermo, confessa dopo 5 anni l’omicidio di una donna e fa ritrovare il corpo

L'uomo ha raccontato di aver strangolato nell'ottobre 2015 una cittadina romena di 30 anni, Ruxandra Vesco, gettando il corpo in un dirupo sul monte Pellegrino
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PALERMO – Si e’ recato dai carabinieri confessando di essere stato autore di un omicidio nel 2015. Damiano Torrente, 47 anni di Palermo, e’ stato cosi’ sottoposto a fermo dai carabinieri della Compagnia di San Lorenzo. L’accusa nei suoi confronti e’ di omicidio e occultamento di cadavere. L’uomo ha raccontato di avere strangolato nell’ottobre 2015 una cittadina romena di 30 anni, Ruxandra Vesco, gettando il corpo in un dirupo su monte Pellegrino. Le verifiche sul luogo indicato da Torrente hanno portato alla scoperta di alcune ossa. Le indagini sono ancora in corso.

DAMIANO TORRENTE: “UN PRETE MI HA CONVINTO A RACCONTARE TUTTO”

“Ho deciso di confessare quello che ho fatto perche’ la notte non riesco a dormire per i sensi di colpa e sono stato convinto da un prete, a cui avevo raccontato quello che avevo fatto”. Questo un passaggio della confessione di Damiano Torrente, l’uomo che ieri si e’ recato dai carabinieri di Palermo per rivelare di essere l’autore dell’omicidio di Ruxandra Vesco, scomparsa nel 2015. L’uomo ha raccontato ai carabinieri di avere conosciuto Vesco nell’estate del 2015 all’Addaura, un borgo marinaro di Palermo: “Tra noi e’ nata una relazione sentimentale e sessuale”, ancora il racconto dell’uomo. “Aveva bisogno di soldi e quindi l’ho presentata a un mio amico che le ha prestato 2000 euro, stabilendo un interesse di 50 euro settimanali. Io ho garantito per lei”. E ancora: “Per consentirle di avere dei soldi la aiutavo a prostituirsi, la accompagnavo la sera al porto e la andavo a riprendere la mattina”. Nell’ottobre del 2015, pero’, la donna si presenta a casa di Torrente “dicendo di non volersene andare – spiega l’uomo agli investigatori – e che voleva rimanere li'”. A quel punto “ho perso la testa”, racconta Torrente che spiega anche di avere ucciso Vesco con una corda attorno al collo.

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6 Agosto 2020
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