Migranti, il Pd vira a sinistra: alla Camera non voterà per le motovedette alla Libia

Dopo il voto a favore a Palazzo Madama il Pd e' orientato a non votare il 'decreto motovedette' alla Camera.
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Dopo il voto a favore a Palazzo Madama il Pd ha dichiarato che non voterà il ‘decreto motovedette’ alla Camera.

Un ripensamento che nasce, oltre che da una diversa posizione dei Democratici della Camera rispetto al Senato, dalla discussione a Montecitorio sul decreto, durante la quale il Pd ha chiesto al governo di garantire sul rispetto dei diritti umani da parte della Guardia Costiera libica, alla quale, per effetto del decreto, saranno consegnate 12 motovedette, 10 provenienti dalla Guardia Costiera e 2 dalla Guardia di Finanza.

Stefano Ceccanti prima, Barbara Pollastrini e altri deputati poi, hanno illustrato la posizione dem, ispirata all’equilibrio tra il principio della sicurezza dei confini e il rispetto dei diritti umani.

“Tutti i Governi della scorsa legislatura, nessuno escluso, si sono mossi sull’unica linea che è compatibile con i principi e i valori della Costituzione: sicurezza ai confini e tutela dei diritti umani. Questo è stato, nelle diverse fasi politiche, nei diversi contesti, l’obiettivo di tutti i Governi che si sono avvicendati nella scorsa legislatura. Il Governo fin qui ci aveva presentato questo provvedimento come un provvedimento in continuità”, ha sottolineato Ceccanti che ha chiesto sul punto “una risposta chiara da parte dell’esecutivo”.

Pollastrini, con riferimento agli emendamenti presentati dal Pd, ha richiesto “garanzie” sul rispetto dei diritti umani alla guardia Costiera libica nell’uso delle motovedette: la presenza a bordo di un osservatore internazionale, la presenza nei campi libici di rappresentanti delle organizzazioni internazionali, Unhcr e Oim, come previsto dalla convenzione di Ginevra.

La risposta, in senso negativo, e’ arrivata dal sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, il quale pur condividendo “evidentemente” il richiamo ai diritti umani, ha ricordato la necessita’ di seguire il principio generale per cui se un’ intesa è troppo vincolante non sarebbe rispettata.

“Sapete anche voi- ha detto Di Stefano ai parlamentari del Pd- che prevedere l’obbligo di questi impegni renderebbe inefficace l’accordo. Tant’e’ vero che nello stesso Memorandum sottoscritto da Minniti questi obblighi non c’erano. Eppure non mi sembra che Minniti fosse uno che non rispettava i diritti umani. Pertanto possiamo scrivere che l’Italia fara’ di tutto per promuovere il rispetto dei diritti umani, ma l’Italia non puo’ obbligare altri paesi a farlo”, ha detto Di Stefano chiarendo che il governo non cambiera’ il parere contrario agli emendamenti.

La risposta del Pd e’ arrivata per bocca dell’ex ministro Marco Minniti, che ha ricordato come la Libia dal 1951 non abbia mai aderito alla Convenzione di Ginevra. In sessantasette anni, ha spiegato Minniti, la comunita’ internazionale non ha mai posto con convinzione il tema della firma libica. E’ quindi “giusto che il parlamento italiano voglia colmare questo divario che oggi e’ assolutamente inaccettabile”.

Minniti ha poi ricordato come il suo governo abbia portato gli osservatori di Unhcr e Oim a Tripoli, cosa che ha consentito all’Onu di selezionare mille persone che hanno diritto alla protezione internazionale e che potrebbero venire in Italia attraverso un corridoio umanitario, perche’ in uno stato democratico questo avviene attraverso le Ong e la guardia costiera, non attraverso gli scafisti, ha detto Minniti.

L’ex ministro ha poi invitato il governo di fare in modo che la Guardia Costiera italiana debba tornare a occuparsi del Mediterraneo centrale. “Voi- ha detto Minniti rivolgendosi al governo- volete negare che ci possa essere conciliazione tra l’umanita’ e la sicurezza. Invece deve valere esattamente l’opposto”.

Il sottosegretario all’interno Nicola Molteni ha definito “condiviso e condivisibile” l’intervento dell’ex ministro Minniti. “Il percorso e’ quello di una interlocuzione seria e costante con il governo libico riconosciuto dagli organismi internazionali. Il memorandum di Minniti, che viene richiamato nel decreto, all’articolo 5 prevede l’obbligo del rispetto dei diritti umani. C’e’ un percorso comune. La tutela dei diritti umani in Libia e’ precondizione di questo decreto. Ci muoviamo nella direzione dell’azione del ministro Minniti”, ha detto Molteni che tuttavia ha ribadito il parere contrario del governo agli emendamenti dem.

La distanza tra Pd e maggioranza sulla questione migranti ha avuto una plastica rappresentazione con lo scontro tra il relatore Eugenio Zoffili della Lega e i parlamentari del Pd. Dopo gli interventi di Migliore e di Giuditta Pini, Zoffili li ha invitati a citare dati corretti sulle morti in mare. Ma lo ha fatto gridando e indicando i banchi del Pd. Giachetti ha chiesto che siano consultate le riprese video. Incombenza che il vicepresidente Rampelli trasferira’ al presidente Fico.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»