ROMA – Simmesn ha seguito con grande attenzione e con un sincero plauso la pubblicazione su una prestigiosa rivista di riferimento scientifico, il Journal of Inherited Metabolic Disease (testata ufficiale della Society for the Study of Inborn Errors of Metabolism-Ssiem), della Prima revisione delle Linee guida per la diagnosi e la gestione dei difetti di rimetilazione (First Revision of the Guidelines for the Diagnosis and Management of Remethylation Disorders). Allo studio hanno contribuito in modo importante alcuni specialisti italiani, tra i quali Giorgia Olivieri, Carlo Dionisi-Vici e Benedetta Greco (Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, Roma), Andrea Bordugo (Azienda Ospedaliera Friuli Centrale Asufc, Udine), Alessandro Costetti (Associazione Italiana Acidemia Metilmalonica con Omocistinuria, Roma), Giancarlo La Marca (Meyer Ospedale Pediatrico, Firenze) e Lorenzo Orazi (Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, Roma).
Perché queste nuove Linee Guida sono importanti e riscuotono così grande attenzione? Rispondono Giorgia Olivieri e Carlo Dionisi-Vici: “Le nuove Linee Guida rappresentano un aggiornamento fondamentale delle precedenti raccomandazioni, pubblicate nel 2017, dedicate alla diagnosi e al trattamento dei difetti di rimetilazione, un gruppo di malattie che coinvolgono il metabolismo della vitamina B12 (cobalamina) e dell’acido folico, accomunate dal punto di vista biochimico dall’aumento dei livelli ematici dell’omocisteina. La terapia di quest’ampio gruppo di patologie comprende il trattamento con idrossocobalamina, acido folico e betaina mentre solo in rari casi è indicato un regime dietetico speciale. Fra i vari disordini della rimetilazione, la malattia più frequente e conosciuta è il deficit di CblC, cui si associano le forme più rare a carico del metabolismo della cobalamina e il deficit severo di Mthfr“.
La revisione delle Linee Guida, proseguono i due specialisti del Bambin Gesù, si è resa necessaria “per integrare le importanti novità emerse negli ultimi anni, soprattutto in relazione all’arrivo dello screening neonatale per molte di queste patologie e ai progressi della genetica molecolare. Oggi identifichiamo precocemente i pazienti, spesso prima della comparsa dei sintomi, e questo richiede strategie diagnostiche e terapeutiche personalizzate applicando i criteri della medicina di precisione. Le nuove Linee Guida recepiscono le evidenze più recenti sull’impiego dell’idrossocobalamina ad alte dosi, con schemi terapeutici più intensivi nei primi anni di vita, con l’obiettivo di ottimizzare l’outcome neurologico a lungo termine”.
Tra gli autori dello studio emerge una forte presenza di specialisti e ricercatori italiani: come è posizionata la nostra comunità in questo settore della ricerca scientifica? “L’Italia occupa una posizione di primo piano nella ricerca e nella gestione clinica delle omocistinurie e dei difetti di rimetilazione– rispondono Olivieri e Dionisi-Vici- Il ruolo centrale in questo ambito è confermato dalla partecipazione di numerosi centri italiani al consorzio E-Hod (European Network and Registry for Homocystinurias and Methylation Defects), che riunisce i principali centri internazionali di riferimento per queste patologie con l’obiettivo di sviluppare linee guida e registri di malattia”.
Nello specifico, attraverso E-Hod vengono condivisi tra i centri di riferimento “i dati clinici, le esperienze terapeutiche ed i progetti di ricerca, favorendo la raccolta di evidenze sui difetti di rimetilazione e sulle altre malattie che causano omocistinuria. Oltre a E-Hod, gli autori italiani presenti delle nuove Linee Guida, partecipano attivamente alla rete MetabErn, il network europeo per le malattie metaboliche rare”. Per finire, precisano Giorgia Olivieri e Carlo Dionisi-Vici, c’è da sottolineare che il panel di esperti che ha pubblicato queste nuove Linee Guida “si è avvalso del preziosissimo contributo dell’Associazione Italiana Acidemia Metilmalonica con Omocistinuria Aps, intervenuta in rappresentanza delle famiglie e dei pazienti con deficit di CblC“.
RUOPPOLO: “SODDISFAZIONE PER LA PUBBLICAZIONE DELLE NUOVE LINEE GUIDA”
“Come Simmesn non possiamo che accogliere con grande soddisfazione la pubblicazione di queste nuove Linee guida– commenta Margherita Ruoppolo, presidente della Società scientifica- Patologie come il deficit di CblC dimostrano quanto lo screening neonatale esteso possa cambiare radicalmente la storia naturale della malattia, consentendo al Servizio sanitario nazionale di identificare e prendere in carico precocemente bambini che, in passato, rischiavano di restare invisibili fino alla comparsa dei sintomi. La presenza di numerosi ricercatori italiani ai massimi livelli della comunità scientifica internazionale rappresenta un risultato importante e, soprattutto, un’opportunità concreta per migliorare diagnosi, trattamento e supporto alle famiglie”.




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