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Pas, l’avvocata di mamma T: “Le impediscono di leggere le relazioni dei servizi sociali”

La denuncia della donna: "Oggi per il mio compleanno 10 minuti di telefonata"

06-07-2022 10:35
mamma t
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ROMA – “Oggi è il mio compleanno e avrò dieci minuti di telefonata proprio nell’orario in cui sanno che lavoro. Mi chiuderò in bagno per parlare con mio figlio e lo vedrò tra un mese circa, per un’ora. Non è lo stesso bambino, non è più lui. L’ultima volta che l’ho visto si è solo preoccupato del cibo che gli avevo portato, non ha più emozioni, fa fatica a tenere gli occhi aperti, non so più cosa fare per salvarlo e portarlo via da lì”. Mamma T., il cui figlio a Busto Arsizio è stato prelevato dalla forza pubblica mentre si aggrappava al portabagagli della macchina, era in lacrime quando alla Dire ha raccontato del suo ultimo incontro con il figlio. La prima volta che lo ha rivisto è stato dopo 8 mesi dal prelevamento. Ha anche il sospetto, da verificare, che al bambino che portava il suo cognome perché inizialmente non riconosciuto dal padre, gli sia stato cambiato.

“Quando sono tornata a parlare con la cancelliera con il mio cognome non risultava nulla come nei mesi precedenti e così al Tribunale dei minori. Poi gli ho dato i numeri di procedimento e l’ha trovato con un altro cognome”.

L’AVVOCATA MANELLI: GRAVE CHE NON POSSA VEDERE LA RELAZIONE

“Non risulta nessuna notifica o pendenza di procedimento in essere per il cognome”, ha risposto Cinzia Manelli, avvocata della signora, che ha segnalato però altri aspetti di questo procedimento. “Alla signora è stato negato l’accesso al fascicolo del giudice tutelare che ha il compito di vigilare l’andamento dei rapporti tra minore e genitore. Non può prendere visione della relazione stilata dagli assistenti sociali. È una cosa molto grave”, ha puntualizzato.

Il bambino si trova in una casa famiglia perché la mamma è stata giudicata malevola e ostacolante nel rapporto con il padre, che, ha ricordato l’avvocata, “inizialmente non lo aveva riconosciuto“. In seguito la ‘mamma coraggio’ aveva intentato una causa contro l’ex compagno “perché non pagava il mantenimento”. L’uomo inoltre, in passato, è stato condannato per lesioni contro la donna.

GIANNONE: HANNO DISTRUTTO UN BAMBINO SANO

In data 29 ottobre 2021 la deputata di Forza Italia, Veronica Giannone, da sempre impegnata per le mamme accusate di alienazione parentale e per i loro bambini, ha presentato un esposto alla al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio. “Mai accaduto prima- ha spiegato la deputata- l’esposto da me presentato, in cui chiedevo un controllo sulle modalità esecutive del provvedimento di allontanamento del minore, è stato rifiutato“. Giannone ha aggiunto: “In nome della bigenitorialità imposta hanno distrutto un bambino sano, amante della natura, degli animali. Un ragazzino con tanti amici. Tutto per darlo a colui che prima non l’ha inizialmente riconosciuto, non ha pagato gli alimenti, è stato condannato per lesioni e alla fine l’ha allontanato dalla sua vita per farlo rinchiudere in casa famiglia”.

MANELLI: FAREMO ALTRE ISTANZE

“Da ottobre- ha continuato la legale della mamma- la signora non vede il figlio in libertà. A maggio sono iniziati gli incontri protetti, poco meno di 40 minuti una volta ogni 15 giorni. Il bambino viene portato nel luogo di incontro dagli operatori”, ha spiegato Manelli aggiungendo che “la comunità in cui si trova il bambino è secretata solo alla madre“. Nei prossimi mesi, inoltre, “la madre vedrà il figlio solo una volta al mese perché, le è stato spiegato, andrà in vacanza”.

Manelli ha precisato che a settembre ci sarà il reclamo in Corte d’appello di Milano contro il decreto di allontanamento, ma, ha annunciato, “faremo altre istanze e inoltre c’è una denuncia penale per le modalità di prelevamento del bambino”. Anche in Parlamento deputate da sempre attive nel contrasto all’alienazione parentale e al prelevamento dei minori stanno lavorando a un’interpellanza comune alla ministra della Giustizia, Marta Cartabia.

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2022-07-06T10:35:04+02:00