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Operazione Atalanta in Somalia, Fiore (Marina): “Sicurezza e scorta agli aiuti umanitari”

Lo speciale dai teatri operativi
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ROMA – “Contrasto alla pirateria, sicurezza della navigazione e del traffico mercantile” ma anche distribuzione di aiuti umanitari sono gli obiettivi dell’Operazione Atalanta
che, “varata nel 2008 dall’Unione Europea” vede Nave carabiniere, Fregata della Marina militare italiana, “appartenente al progetto italo-francese Fremm (Fregata europea multi missione)”, quale “Unità sede del Comando tattico dell’Operazione”, attualmente in navigazione nelle acque dell’Oceano Indiano vicino alle coste della Somalia. Ne ha parlato con l’agenzia Dire il sottotenente di vascello Giuseppe Fiore, “imbarcato in qualità di ufficiale addetto al reparto Sonar”.

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Nel 2020 sono stati 195 gli attacchi della pirateria a imbarcazioni in tutto il mondo e questo aiuta a comprendere l’importanza di un’Operazione Atalanta che tuttavia non è solo sicurezza, ha spiegato Fiore, perché l’operazione ha anche obiettivi umanitari. “Facciamo scorta e protezione alle navi mercantili del World Food Programme che trasportano aiuti umanitari alla popolazione somala”, ha spiegato l’ufficiale della Marina che è anche il responsabile di progetti nazionali di cooperazione militare-civile (CiMiC), i quali prevedono la fornitura attraverso i mezzi navali minori dell’Unità di beni di prima necessità alle comunità di pescatori locali.

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Una passione per il mare, quella del sottotenente di vascello, presente sin da giovane: prima ha frequentato la Scuola navale militare “F. Morosini” di Venezia, poi il concorso in Accademia navale di Livorno dove ha conseguito la laurea in Scienze marittime e navali e infine un intenso periodo di formazione fino a diventare ufficiale con abilitazione Antisommergibile. “Il rientro a casa è previsto per il mese di agosto”, ha concluso Fiore. “È innegabile che la lontananza da casa sia motivo di nostalgia, ma con il tempo le cose si alleviano se condivise”.

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