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Valle d’Aosta in zona bianca: nuove regole per messe e processioni

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Il vescovo Lovignana ha inviato alla diocesi una circolare con le indicazioni per le celebrazioni
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AOSTA – Il passaggio della Valle d’Aosta in zona bianca “è senz’altro un segnale di speranza che ci invita a rendere grazie al Signore e a guardare al futuro con maggiore serenità. Affrontiamo però l’estate con prudenza, consapevolezza e responsabilità. La prudenza ci aiuta a prenderci cura di noi stessi e degli altri.”. Lo scrive il vescovo di Aosta, monsignor Franco Lovignana, in una circolare alla diocesi contenente nuove indicazioni per le celebrazioni e l’utilizzo di chiese e locali di ministero pastorale, in vigore per il periodo estivo.

Come sancito dal protocollo della Conferenza episcopale italiana, tutte le attività ecclesiali dovranno svolgersi nel rispetto delle norme igienico-sanitarie già previste per la chiesa parrocchiale (distanziamento, igienizzazione, mascherine).

Nelle cappelle di montagna o nei villaggi è preferibile optare per celebrazioni all’aperto. Possono riprendere le processioni e i pellegrinaggi, evitando il più possibile assembramenti. Per le processioni del 5 agosto o simili, che implicano una maggiore affluenza, è cura del sacerdote condividere con il sindaco le modalità operative. La loro organizzazione deve prevedere anche un numero adeguato di incaricati che favoriscano il corretto svolgimento dell’evento.

Al via anche le attività estive per bambini e ragazzi. Queste potranno svolgersi soltanto nel rispetto delle indicazioni normative fornite dal Servizio diocesano per la Catechesi e la Pastorale giovanile e vocazionale.

I sacerdoti possono infine concedere l’uso delle chiese o di altri locali ecclesiali a terzi per lo svolgimento di concerti o altre manifestazioni estive. Sarà cura degli organizzatori evitare gli assembramenti, far rispettare tutte le norme igienico-sanitarie e igienizzare i locali al termine degli eventi. Per l’igienizzazione, il parroco o il rappresentante legale possono decidere di provvedere direttamente chiedendo agli organizzatori un indennizzo forfettario.

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