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‘Il Cappellaio pazzo’ di Montappone in mostra a Bruxelles

presentazione mostra Cappellaio pazzo a bruxelles
L'Istituto Italiano di Cultura della capitale belga ospiterà dal 16 luglio la mostra di cappelli di paglia, eccellenza marchigiana
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ANCONA – Il “Cappellaio pazzo” di Montappone debutta sul palcoscenico internazionale di Bruxelles. Il prossimo 16 luglio, nella Sala esposizioni dell’Istituto Italiano di Cultura della capitale belga, sarà inaugurato il vernissage della originalissima mostra di cappelli di paglia, vera e propria eccellenza italiana, trasformati in creazioni artistiche che trascendono la loro semplice funzione di accessorio di abbigliamento.

presentazione mostra Cappellaio pazzo a bruxelles

L’evento è stato presentato in anteprima nella sede della Regione, a Palazzo Raffaello di Ancona, nel corso di una conferenza stampa. “Siamo orgogliosi di patrocinare un’iniziativa del genere perché il distretto del cappello è un’eccellenza della nostra manifattura. È la dimostrazione di come, da un piccolo territorio, possa emergere una capacità di penetrazione sui mercati nazionali e internazionali, di come si riesca a rimanere competitivi basandoci su quello che sappiamo fare – ha evidenziato il presidente della Regione Francesco Acquaroli -. Vantiamo un distretto con numeri eccezionali. Nonostante la crisi, continua a garantire lavoro in territori difficili, non solo assicurando occupazione ma realizzando capolavori che ci rendono famosi in tutto il mondo. Se riusciamo a internazionalizzare i nostri prodotti, riusciamo a far capire cosa sono veramente le Marche: un territorio piccolo ma pieno di scrigni straordinari, una scoperta davvero piacevole e incredibile”.

La mostra a Bruxelles “è una bellissima occasione per far conoscere l’eccellenza del nostro territorio a livello internazionale – ha rimarcato l’assessore alla Cultura Giorgia Latini -. Il distretto del cappello è un valore aggiunto perché crea lavoro ed economia in zone che, altrimenti, verserebbero in grande sofferenza. La mostra offre spazio alla creatività, all’estro dei nostri artigiani che portano nel mondo la tradizione marchigiana del cappello., che è anche cultura di un territorio”.

L’onorevole Mauro Lucentini (componente XIV Commissione politiche dell’Unione europea della Camera dei Deputati), ha evidenziato la necessità di “dare visibilità ai produttori del distretto del cappello: distretto piccolo che necessita di aiuto. Come sistema politico e istituzionale lo sosteniamo accompagnando la mostra a Bruxelles, progettando le infrastrutture necessarie al territorio (come la Mare–Monti che collega la costa marchigiana alle montagne), con gli emendamenti presentati per la decontribuzione fiscale del 30% e con l’emendamento scuola per i comuni del cratere sismico. Il distretto lo sosteniamo con iniziative promozionali e con fatti concreti”.

Paolo Marzialetti (presidente nazionale Settore cappello e vicepresidente Federazione italiana TessiliVari) ha sottolineato come il distretto venga “da un anno dove il settore del cappello marchigiano (che rappresenta il 70% di tutto il comparto italiano) ha perso mediamente un quarto del fatturato. Ci sono segnali positivi nel primo trimestre, soprattutto legati al segmento del lusso. Questa mostra allestita nella capitale europea è un’occasione incredibile e irripetibile per proiettare un faro sul nostro distretto, sul nostro territorio, sulla nostra regione. Dobbiamo sfruttare questa occasione che ci è stata data per portare in alto il nome delle Marche e del nostro saper fare”.

Per Ferruccio Vecchi (presidente Pro Loco Montappone) la mostra rappresenta una vetrina prestigiosa e incredibile, mentre il consigliere regionale Marco Marinangeli ha parlato di “un’occasione da sfruttare per portare l’attenzione internazionale verso il nostro distretto”. Paolo Sabbatini (direttore Istituto italiano di cultura Bruxelles), ricordando che quello della capitale belga “è uno degli Istituti più antichi e prestigiosi del mondo”, ha evidenziato come le Marche rappresentino “un territorio italiano unico, con personaggi conosciuti a livello internazionale che, nella loro vita e nelle loro attività, hanno continuamente testimoniato attaccamento ai luoghi in cui vivevano e amicizia per i popoli: quintessenza della diplomazia, un biglietto da visita prezioso per promuovere a livello internazionale la manifattura e la cultura che sottende”.

La mostra del “Cappellaio Pazzo” è nata a Montappone nel 2003 da un’idea di Giuliano De Minicis in collaborazione con la Pro Loco cittadina. Nel corso degli anni, oltre ai maestri cappellai del distretto del cappello di Montappone e Massa Fermana, numerosi artisti si sono cimentati nella creazione di “Cappelli Pazzi”, consentendo così alla collezione di ampliarsi fino a comprendere a oggi oltre 120 opere. Le singole creazioni rappresentano chiaramente il “sapere” e il “sapore artigianale”, patrimonio esclusivo di chi da sempre è abituato a vivere del lavoro delle proprie mani. La particolarità dei cappelli presenti all’interno della mostra ed il continuo arricchimento sia in termini numerici che qualitativi, rende la mostra unica e non replicabile. Dalla nascita a oggi l’esposizione ha riscosso grandi consensi anche al di fuori del territorio Fermano, visto che è stata oggetto di esposizione in numerose località italiane ed estere come ad esempio Parigi in Francia e Graz in Austria.  Per le Marche il distretto del Cappello fermano-maceratese costituisce una preziosa eccellenza, con un indotto che conta circa 90 imprese, 1500 addetti e un fatturato di 80 milioni di euro.  

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