Fuoco incrociato su Zingaretti, nel Pd vince Tafazzi

L'editoriale di Nico Perrone per Dire Oggi
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ROMA – Tutti contro tutti, nel Pd ormai è cominciata la gara a farsi male da soli come il mitico Tafazzi (vedi il video). Nel mirino, il segretario Nicola Zingaretti, attaccato da vari esponenti con un obiettivo chiaro: sostituirlo con il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. “Hai visto il sondaggio del Sole 24 Ore, Zingaretti tra i governatori è all’ultimo posto, inadeguato pure per governare il Lazio” dice un dem filo-Bonaccini. “Qualcuno sta spingendo l’acceleratore- continua- ma sia chiaro che Bonaccini così non ci sta, serve tempo”.

Parlando, si capisce meglio quale sarà il momento della resa dei conti: le prossime elezioni regionali del 20 settembre: “Se arriverà la batosta, allora bisognerà cambiare al più presto”. Nel Pd, intanto, quelli che non hanno seguito Renzi in Italia Viva, e che vengono considerati suoi infiltrati, non mancano occasione di sottolineare come sarebbe bello il Pd con Bonaccini: “Magari- spiega uno di loro- a quel punto anche Renzi con tutti i suoi tornerebbe indietro, la scissione sarebbe ricomposta”. Di qui le voci che si rincorrono sul prossimo approdo di Zingaretti nella compagine di Governo, anche se qualcuno vede la netta presa di posizione del ministro Dario Franceschini, capo delegazione del Pd, a sostegno di Conte e dell’attuale formazione, come un bel cancello a nuovi ingressi.

Sarà un mese di fuoco, in Parlamento c’è una lunga lista di provvedimenti da votare. “Bisognerà garantire massima presenza e attenzione per non lasciare varchi al centrodestra” sottolinea un dem, “Salvini continua nella sua campagna acquisti di senatori del M5S, il rischio di andare sotto esiste”. Nel M5S alcuni sono contenti dei ‘casini’ dentro il Pd, altri preoccupati per la piega che si sta prendendo: “Vero che il premier Conte, con la sua presa di posizione sulle alleanze da fare col Pd alle regionali, ha creato scontento. Anche la sua uscita pubblica con la fidanzata, alla proiezione in piazza del cinema America – sottolinea un ‘grillino’ che bazzica le stanze governative – da qualcuno è stata vista come una prova di campagna elettorale: io dialogo con i movimenti, col Pd, sarò l’unico a garantire i voti dell’elettorato ‘grillino'”.

Che accadrà? “Nel M5S gira voce che nelle prossime ore ci sarà un intervento pubblico e ‘pesante’ di Beppe Grillo, che a partire dalla sua Liguria spingerà per fare alleanza col Pd, per battere la destra a guida Lega”. E Renzi? Aspetta che qualcuno porti al voto la riforma elettorale proporzionale con lo sbarramento al 5% (contro di lui, visto che al momento è al 3%) per staccare la spina al governo Conte.

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6 Luglio 2020
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