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Nel milanese Comune e Ats mandano al macello 60 maiali sani destinati alla compagnia

A Lacchiarella trovati 60 maiali detenuti in condizioni di indigenza. Mentre viene proposto piano di adozione, Comune li fa macellare: denunciata sindaca

Pubblicato:06-06-2024 15:29
Ultimo aggiornamento:06-06-2024 15:29
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MILANO – Un gruppo di 60 maiali detenuti da un privato a Lacchiarella, nel milanese e trovati in condizioni igienico-sanitarie critiche dopo le segnalazioni di alcuni residenti, invece di essere recuperati sono stati mandati al macello su decisione di Ats Milano-Melegnano e Comune.
Questa triste storia arriva dall’indagine dell’associazione Vitadacani e dalla Rete dei Santuari degli Animali Liberi, associazioni che hanno deciso di denunciare il proprietario, la sindaca Antonella Violi e i dirigenti sanitari territoriali. Gli animali erano stati scoperti un anno fa in gravissime condizioni di maltrattamento e totale privazione, senza acqua né cibo, tra di loro decine le scrofe gravide, costrette a bere le proprie urine per la mancanza cronica di acqua negli abbeveratoi, secondo la versione offerta dagli animalisti. Tuttavia, le condizioni patologiche dei maiali non presentavano problemi, si sarebbe trattato soltanto di un recupero fisico dettato da situazione di totale indigenza. Eppure, si è deciso di abbatterli.


“Erano animali maltrattati, affamati e impauriti e per questo dovevano essere tutelati e non uccisi senza pietà”, spiega il presidente di VitadaCani Sara D’Angelo. “Non erano destinabili per l’alimentazione e quindi erano equiparabili ad animali da compagnia. Erano maialini sani e per salvarli dal maltrattamento avevamo proposto un piano di adozioni che non è stato preso in considerazione”. Tuttavia, “l’unica risposta delle istituzioni è stata la stessa dello scorso settembre a Sairano, l’uccisione”. Intanto, l’avvocato delle associazioni Mariacristina Giussani auspica pene esemplari: “Confidiamo nella giustizia affinché venga riconosciuto e tutelato il diritto di ogni animale ad un’esistenza dignitosa e vengano puniti i responsabili dei gravi fatti accaduti”.


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