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E’ friulano uno degli studi legali più esperti in attacchi informatici

Avvocati D'Agostini è lo studio legale che da Udine opera in un contesto sempre più dinamico e in divenire, proprio perché specializzato in Ict Law, il diritto nel settore digitale

Pubblicato:06-06-2024 09:30
Ultimo aggiornamento:06-06-2024 09:30
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UDINE – Il giurista, oggi, deve affrontare le nuove tecnologie. Sia nella consulenza per tutelare i diritti dei cittadini sia nell’affiancamento alle imprese più innovative, il legale non può ignorare gli scenari e le modalità dei nuovi reati. Attacchi informatici, rispetto della privacy, brevetti tech e, naturalmente, violazioni legate all’uso dell’intelligenza artificiale. Avvocati D’Agostini è lo studio legale che da Udine opera in un contesto sempre più dinamico e in divenire, proprio perché specializzato in Ict Law, il diritto nel settore digitale.

“Siamo giuristi che parlano di tecnologia”, sintetizza David D’Agostini che da oltre vent’anni si occupa di diritto dell’informatica e dal 2010 guida lo studio con il fratello Diego e altri tre professionisti.
I temi che più impegnano gli Avvocati D’Agostini con i clienti sono: reati informatici, commercio elettronico, concorrenza sleale nei mercati digitali, data protection. Le competenze si aggiornano quotidianamente, e lo studio è già pronto per l’applicazione dell’AI Act, la prossima normativa europea sull’intelligenza artificiale.

“Solo negli ultimi mesi- spiega David D’Agostini- abbiamo riscontrato un aumento importante dei cyber-attacchi. La maggior parte di questi sono ransomware, operazioni illecite che cominciano con la crittografia dei dati per poi chiedere un riscatto. Purtroppo, succede spesso che questi dati non si possano più recuperare: per un’azienda, per le sue politiche industriali, è un danno immenso. Pensiamo a cosa potrebbe succedere se materiale personale o conoscenze, come progetti, accordi, fossero diffusi in rete o nel dark web”.


E questo vale anche per i dati personali di cittadini, per esempio le informazioni sanitarie di pazienti. Un altro tipo di truffa sempre più invasiva è l’attacco informatico ‘man in the middle’: durante una transazione tra aziende (o tra privati) un criminale informatico si inserisce nella conversazione, via mail per esempio, e dirotta i pagamenti. “In questo momento ho sulla mia scrivania due fascicoli proprio su questo tema, riguardano realtà locali e fornitori esteri. In queste dinamiche si possono perdere cifre importanti, 50, anche 100mila euro”, aggiunge David D’Agostini.

Per i due giuristi, “nessuno può dirsi al riparo”. Sebbene stia crescendo la consapevolezza ed esistano numerose soluzioni informatiche per proteggersi, c’è sempre un punto debole. “E siamo noi- prosegue David- è sempre l’uomo il punto debole, perché è diventato più difficile riconoscere un attacco informatico in corso ed è inutile piangere sul latte versato.

Serve, dunque, adottare politiche preventive su tre livelli: tecnologico, organizzativo e legale, possibilmente con l’ausilio di consulenti esperti in materia”.

Come accade con l’imporsi di ogni innovazione tecnologica, l’intelligenza artificiale, in questo campo, può essere criminogena. “L’AI ha aumentato la capacità di aggressione dei soggetti attaccanti. Pensiamo alle contraffazioni della voce, dell’immagine. Non è più fantascienza: accade quotidianamente anche nella nostra zona operativa, il Triveneto soprattutto, e l’Italia del Nord in particolare”.

David D’Agostini, tuttavia, da profondo conoscitore della materia, apprezza anche il lato buono dell’AI: “Per chi come noi ha la vocazione all’innovazione in ambito forense, e una passione nata in tempi pionieristici, le possibilità offerte dai Large language models (Llm), come GPT, Gemini, Copilot, sono notevoli. Dopo aver studiato nel corso del 2023, da quest’anno abbiamo cominciato ad implementare i Llm nella nostra modalità di lavoro. Non si può essere avvocati nel 2024 ignorando le potenzialità di queste soluzioni”.

Non è scontato sottolineare che non tutto si può delegare all’intelligenza artificiale. Diego D’Agostini, che è l’anima dello studio più ancorata alla tradizione, precisa: “Nonostante il nostro lato tech, il rapporto con il cliente è sempre, ancora, improntato alla trasparenza, all’ascolto, alla consulenza personalizzata. È un rapporto fiduciario, umano”. Anche per questo, i due legali non temono che l’AI potrà un giorno sostituire le figure dell’avvocato e del giurista: “La sfida è rimanere al passo con i tempi, aggiornando le conoscenze e declinando la tecnologia al servizio della professionalità, per una migliore tutela dei nostri clienti”.

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