Terapia dolore, al via a Roma 42esimo congresso Aisd

In programma fino a sabato, presidente: "Disciplina multidisciplinare"
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ROMA – Si apre all’insegna della multidisciplinarieta’ oggi a Roma, con una cerimonia di inaugurazione a Villa Blanc, il 42esimo Congresso nazionale dall’Associazione italiana per lo studio del Dolore. Dal dolore nelle malattie neuroinfiammatorie, autoimmuni e neurodegenerative al dolore acuto e cronico; dal dolore osteoartrosico e postoperatorio a quello negli anziani e nei bambini, saranno tanti gli argomenti trattati nel corso dell’evento, che si chiudera’ sabato prossimo all’Hotel Roma Aurelia Antica.

Quest’anno sono attesi da tutta Italia circa 500 delegati (con un aumento rispetto del 25% rispetto allo scorso anno) e oltre 30 aziende sponsor (con un aumento di 9 unita’ rispetto al 2018). L’Aisd, fondata nella Capitale nel 1976, e’ la piu’ antica societa’ dedicata alla ricerca sul dolore e al miglioramento dell’assistenza dei pazienti con dolore. “I temi che saranno trattati durante il Congresso rispecchiano la mission dell’Aisd- anticipa all’agenzia Dire il presidente della Societa’, Stefano Coaccioli- una societa’ che trova il suo punto di forza nella multidisciplinarieta’, riunendo terapisti del dolore e medici di varie specialita’, tra cui internisti, traumatologi, neurologi, anestesisti, chirurghi, fisioterapisti, ortopedici e infermieri.

Il dolore abbraccia tutte le specialita’ mediche chirurgiche e fisiologiche, quindi il Congresso si occupera’ di tutti i tipi di dolore: infiammatorio, degenerativo, neuropatico, post-chirurgico. Ma non solo: si parlera’ anche di tecniche non solo terapeutiche (quindi di farmaci antinfiammatori, oppioidi, adiuvanti), ma anche di tecniche interventistiche”.

Il Congresso dell’Aisd prevedera’ di fatto due percorsi, che a volte si intrecceranno: uno dedicato ai medici, l’altro agli infermieri, che sono parte integrante del lavoro del terapista del dolore. “Senza il loro aiuto e senza le loro competenze- tiene a sottolineare il presidente dell’Aisd- si avrebbe una terapia incompleta del dolore. Sono infatti gli infermieri ad occuparsi della valutazione del dolore e del dolore nelle persone con fragilita’, quindi negli anziani, nei bambini e nei soggetti non verbalizzanti. Ed e’ l’infermiere a stare a contatto con il paziente per piu’ ore rispetto al medico, che offre la classica assistenza soprattutto nei pazienti in regime di ricovero. Il percorso degli infermieri e’ quindi molto importante”. Intanto, a partire da quest’anno accademico, diverse facolta’ di Medicina si sono attrezzate per istituire dei corsi di Terapia del Dolore, previsti dal ministero della Salute. “Il prossimo passo- dice Coaccioli- sara’ l’introduzione di questi corsi anche nelle lauree infermieristiche o comunque delle professioni sanitarie”.

Uno degli obiettivi del 42esimo Congresso Aisd, ancora, e’ quello fare il punto sulle varie terapie del dolore, con uno sguardo ai nuovi farmaci biotecnologici ma soprattutto all’utilizzo degli oppiacei. Ma quante persone in Italia hanno a che fare con il dolore cronico? Secondo uno studio condotto dall’Associazione italiana per lo studio del Dolore e pubblicato nel 2012 sullo ‘European journal of pain’, sono circa 15 milioni gli italiani (1 su 4) che soffrono di dolore cronico.

“Questo studio risponde non solo alla Legge 38, ma anche al codice etico che e’ stato redatto da me e dal consiglio direttivo della nostra Societa’- aggiunge ancora il presidente dell’Aisd- Tale studio, pero’, non tiene conto del dolore oncologico, che interessa circa 250-300mila malati di neoplasie, del dolore acuto (sia degenerativo sia infiammatorio), del dolore post operatorio, del dolore post chirurgico e del dolore nell’emergenza urgenza (cioe’ del dolore nei pronto soccorso)”. Si parla quindi di numeri elevatissimi, conclude infine Coaccioli, di cui “solo adesso i ministeri coinvolti ne hanno compreso la portata”.

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6 Giugno 2019
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