Ora si studiano terapie anti-Aids da una volta al mese

L'esperto: "I costi delle cure sono dimezzati, ma ai giovani il virus faccia paura"
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MILANO – Oltre all’equazione U=U, simbolo di un forte ‘stop’ dato alla diffusione dell’epidemia di Aids, “la novità maggiore del Congresso Icar 2019”, l’evento medico-scientifico in corso a Milano, “emergono anche novità legate alle terapie” a vantaggio della vita dei sieropositivi. Lo evidenzia Giuliano Rizzardini, direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell’Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano, parlando oggi a margine del Congresso Icar 2019, Italian Conference on Aids-Hiv and antiviral research, in corso fino a domani all’Università di Milano.

Rizzardini indica nell’equazione U=U la novità maggiore del Congresso Icar 2019 che quest’anno, precisa, si configura come una “storia di successo” nelle terapie contro l’Aids. Spiegando che si tratta dell’acronimo di Undetectable=Untransmittable, ossia Non rilevabile=Non trasmissibile, che sintetizza come un partner positivo all’Hiv ma con viremia non rilevata perché controllata da farmaci antiretrovirali, non trasmette l’infezione a un partner sieronegativo, l’esperto sottolinea che dal Congresso Icar “esce un invito globale a cercare di prevenire questa malattia, utilizzando il trattamento”.

Sul fronte delle terapie, dice ancora Rizzardini, “dobbiamo iniziare a trovare delle terapie individualizzate per garantire una migliore la qualità di vita del paziente”. Per l’infettivologo “i prossimi passaggi saranno arrivare terapie che saranno da somministrare non tutti i giorni ma una volta al mese o ogni due mesi, o con la speranza di dilatare ancor di più i tempi”.

L’obiettivo, precisa, “è fare in modo che il paziente possa gestire la malattia cronica nel corso di una vita perfettamente normale”.

Sui costi delle nuove terapie, Rizzardini spiega “oggi con l’arrivo dei farmaci generici che ha permesso una competizione, oggi il costo a carico di un malato di Hiv è diminuito rispetto a quello di 5-6 anni fa”. Una terapia, precisa, che “qualche anno fa costava pro capite 8-9.000 euro, oggi riusciamo a gestirla con 7.000 euro, ma a volte l’utilizzo dei generici permette di abbassare anche di dieci volte il costo”. E soprattutto, conclude Rizzardini, “per i risultati che da questa terapia, costa poco”.

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