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Tg politico del 6 giugno 2019

Edizione del 6 giugno 2019
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MAGGIORANZA IN CERCA DI INTESA, PRIMO SI’ ALLO SBLOCCA CANTIERI

Passa al Senato lo sblocca cantieri, nella versione semplificata che segna una nuova parziale intesa tra Lega e Cinque stelle. 142 i voti favorevoli, 94 quelli contrari e 17 gli astenuti. Ora il provvedimento passa alla Camera. Ma intanto Lega e Cinque stelle provano a serrare i ranghi. Luigi Di Maio chiede che la trattativa con l’Europa passi per il Parlamento. Un modo per portare l’appello del premier Conte nella sede piu’ congeniale. Anche un modo per decidere sulla linea di politica economica del governo, tra la posizione lealista ai vincoli europei di Conte e Tria e quella piu’ sfidante di Salvini. Alla Camera, il presidente dell’Anac Raffaele Cantone boccia lo sblocca cantieri: la semplificazione per le gare sotto i 150mila euro espone al rischio corruzione.

FCA RITIRA PROPOSTA DI FUSIONE A RENAULT

Fiat Chrysler ha ritirato la proposta di fusione avanzata a Renault. La decisione è stata presa dopo che il cda del gruppo di Parigi ha rinviato la decisione sull’offerta. Il presidente John Elkann punta il dito contro il governo francese che aveva chiesto più tempo. “E’ chiaro che non vi sono attualmente in Francia le condizioni politiche perche’ una simile fusione proceda con successo”, ha detto. A pesare sulla mancata intesa le perplessita’ di Nissan che possiede il 15 per cento di Renault.

SANITA’. REGIONI: CONTRASTEREMO TAGLI AL FONDO

Un taglio al Fondo sanitario sarebbe inaccettabile. Le Regioni si preparano allo scontro, dopo che il governo, in un documento presentato ieri, condiziona gli aumenti già concordati per l’anno prossimo al quadro economico. “La Conferenza delle regioni non concorda assolutamente con una previsione di futuri tagli. Li contrasteremo”, dice il presidente del Molise, Donato Toma, mentre il segretario del Pd Nicola Zingaretti annuncia le barricate. In gioco ci sono 2 miliardi che regioni e governo avevano previsto come aumento del Fondo.

CALENDA ATTACCA DI MAIO: SI DIMETTA, NON FA IL MINISTRO

Luigi Di Maio deve dimettersi da ministro dello Sviluppo. A chiederlo e’ l’europarlamentare del Pd Carlo Calenda, interpellato a margine dei lavori a Montecitorio. La cassaintegrazione di 1400 lavoratori all’Ilva deriva da una sovra importazione di acciaio negli ultimi tre mesi. “E’ incredibile che Di Maio non lo sappia”, dice Calenda, secondo il quale Di Maio “non sta facendo il ministro. Si dovrebbe dimettere, fare il vicepresidente del consiglio e il capo politico dei M5s”. Quanto alle ipotesi di voto anticipato, ad esempio a settembre prossimo, l’eurodeputato democratico e’ netto: “Io lo spero perche’ il paese e’ senza governo e cosi’ va a schiantarsi”.

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6 Giugno 2019
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