giovedì 14 Maggio 2026

La mega-onda alta 500 metri in Alaska di cui non ci eravamo accorti

Il secondo megatsunami più grande della storia svelato da Science: nell'estate del 2024, 64 milioni di metri cubi di roccia si sono staccati da una montagna nel fiordo di Tracy Arm, sono precipitati in acqua in meno di un minuto. Solo per miracolo non c'erano navi da crociera

ROMA – Nell’estate del 2024, nelle prime ore del mattino, 64 milioni di metri cubi di roccia – l’equivalente di 24 Grandi Piramidi – si sono staccati da una montagna nel fiordo di Tracy Arm, nel sud-est dell’Alaska, e sono precipitati in acqua in meno di un minuto. L’impatto ha generato un’onda di 482 metri: la seconda più alta mai registrata nella storia, superata soltanto dal megatsunami di Lituya Bay del 1958, che raggiunse i 524 metri. L’evento passò quasi inosservato.

Solo una nuova analisi pubblicata su Science, che ha combinato dati sismici, satellitari e lavoro sul campo, ha ricostruito la sequenza e misurato l’altezza dell’onda. Il geologo Bretwood Higman, arrivato sul posto poche settimane dopo, ha trovato alberi spezzati sul fianco della montagna, rocce spogliate di ogni vegetazione e una costa irriconoscibile. “Sappiamo che c’erano persone molto vicine al posto sbagliato”, ha detto alla Bbc. “Sono piuttosto terrorizzato all’idea che in futuro non saremo così fortunati.” A salvare eventuali navi da crociera fu solo l’orario: alba inoltrata, traffico turistico ancora fermo.

I megatsunami si distinguono dagli tsunami oceanici – come quello che devastò il Giappone nel 2011 — perché sono generati da frane che raggiungono l’acqua, si esauriscono rapidamente e restano localizzati. Ma localizzato non significa innocuo.

Il nodo centrale della ricerca è un altro: il ritiro dei ghiacciai causato dai cambiamenti climatici sta rimuovendo il supporto naturale che teneva in piedi intere pareti rocciose. Il ghiacciaio di Tracy Arm, spiega il dottor Stephen Hicks dell’University College di Londra, “contribuiva a sostenere quel blocco di roccia”. Ritirandosi, ha esposto la base della parete fino al crollo. Secondo Higman, la frequenza di questi eventi potrebbe essere già dieci volte superiore rispetto a qualche decennio fa. Alcune compagnie di crociere hanno già annunciato la sospensione delle rotte verso Tracy Arm. Gli scienziati chiedono un monitoraggio sistematico delle zone a rischio.

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