ROMA – Francesco Dolci, 41 anni, impresario edile di Sant’Omobono Terme, è indagato per vilipendio e furto del cadavere di Pamela Genini, 29 anni, uccisa a Milano dal suo ex fidanzato e profanata post mortem nel cimitero di Strozza. L’uomo, scrive il Corriere della Sera, è stato interrogato per ore nel comando provinciale dei carabinieri di Bergamo dal pm Giancarlo Mancusi. Qualcuno aveva aperto il loculo e la bara, tagliato la testa della giovane con un taglio netto alla base del collo e fatto sparire il capo. La bara era stata poi richiusa con silicone e mastice.
A inchiodarlo, secondo gli inquirenti, sono le otto fotografie che lui stesso aveva scattato al loculo tra il 7 novembre e il 23 marzo, giorno della scoperta, che Dolci aveva giustificato come documentazione di presunte manomissioni alla lapide. Sulle foto emerge una traccia di mastice nell’angolo del loculo, compatibile con il materiale usato per risigillare la parete dopo la profanazione.





Aggiungi Dire.it alle tue fonti preferite su Google


