GIORNALISMO. LIBERTÀ DI STAMPA, MAI COSÌ MALE NEL MONDO DAL 2001
Tempi bui per la libertà di stampa nel mondo. È quanto emerge dall’Indice globale 2026 di Reporter senza frontiere, secondo cui cento Paesi su 180 registrano un peggioramento. Un livello mai così basso in 25 anni. A pesare, le crescenti pressioni politiche sulla stampa e le tendenze autoritarie, che troppo spesso finiscono per criminalizzare il giornalismo. Male anche la sicurezza, con centinaia di cronisti uccisi nelle guerre a Gaza e Libano, oppure in Sudan e Sud Sudan. Le cose vanno male anche nei cosiddetti paesi democratici: gli Stati Uniti perdono sette posizioni, l’Italia passa da 49esima a 56esima. Ancora fanalini di coda Russia, Afghanistan, Arabia Saudita, Iran, Cina, Corea del Nord e Eritrea, ultima per il terzo anno di seguito. Bene invece la Siria del “post Assad”, che risale 36 gradini della classifica.
TUNISIA. AIFO PORTA INCLUSIONE E OPPORTUNITÀ ALLE PERSONE CON DISABILITÀ
‘Per una vita indipendente in Tunisia’ è il titolo del progetto e della sfida che l’associazione Aifo ha raccolto: in collaborazione col ministero tunisino degli Affari sociali e grazie a fondi della Cooperazione italiana, Aifo ha promosso l’inclusione lavorativa per 200 persone con disabilità presso 100 aziende in 4 governatorati tunisini, per garantire autostima ed emancipazione per individui troppo spesso relegati ai margini, senza opportunità medico-sanitarie, economiche o sociali. La capoprogetto Deborah Piccinno riporta una testimonianza: “Questa madre ci diceva di aver pensato di emigrare perché ‘voglio sapere che dopo di me, mio figlio queste opportunità possa trovarle’. In qualche modo lavorando perché queste opportunità si creino il loco, si riduce la necessità di dover andare altrove per garantirle”.
CUBA. ASSOCIAZIONE DEI GIURISTI: ILLEGALE E PERICOLO L’EMBARGO USA
L’Associazione americana dei giuristi, che conta migliaia di membri nel continente e all’estero, ha definito illegale e pericoloso l’embargo energetico che il governo degli Stati Uniti sta imponendo su Cuba dal gennaio, così come le minacce di un’operazione armata rivolte all’isola. L’organismo ha così reagito all’ultimo intervento del presidente Trump che il primo maggio, durante un evento pubblico in Florida, non solo ha annunciato nuove sanzioni, ma minacciato l’invio di navi da guerra nelle acque cubane, una volta rientrate dal Medio oriente. L’associazione, condannando “con la massima fermezza” queste parole, ha inoltre definito “un affronto alla sovranità nazionale cubana” il possesso della base navale di Guantanamo da parte di Washington. Anche l’Alto commissariato Onu per i diritti umani ha espresso preoccupazione per il blocco alle forniture di petrolio che gli Stati Uniti hanno imposto su Cuba, per le sue ricadute umanitarie.
MALI. L’OFFENSIVA RIBELLE PROSEGUE, PRESA LA BASE DI TESSALIT
I gruppi armati in lotta contro il governo del Mali hanno preso il controllo del campo militare di Tessalit, nel nord del Paese, al confine con l’Algeria. Secondo una fonte della sicurezza, i soldati maliani avevano già evacuato il campo prima dell’arrivo dei gruppi armati per cui non ci sono stati combattimenti. Si tratta dell’ultimo di una serie di colpi subiti dal governo di Bamako, guidato dal presidente Assimi Goita, generale salito al potere con un golpe militare nel 2020. Lo scorso 25 e 26 aprile, la giunta ha dovuto respingere un’offensiva dei ribelli che ha interessato almeno sette città nel Paese ed è costata la vita a un ministro.







