REGGIO EMILIA – Il 13 e 14 maggio Catherine, Principessa del Galles, sarà a Reggio Emilia per incontrare insegnanti, genitori, bambini, amministratori e rappresentanti del mondo imprenditoriale e conoscere da vicino la filosofia educativa per l’infanzia del Reggio Emilia Approach. Una visita “fortemente voluta” dalla stessa Principessa che è “parte di una missione di alto livello per acquisire informazioni ed esplorare i principali approcci internazionali a sostegno dei bambini piccoli e di coloro che, educatori, insegnanti e adulti, sono in relazione con loro”. Lo annuncia l’Ambasciata britannica parlando della visita come “un significativo passo in avanti nel lavoro e nell’espansione globale del Centro per la Prima Infanzia della Royal Foundation (The Royal Foundation Centre for Early Childhood)”, istituito nel 2021 proprio dalla Principessa Catherine.



È la seconda volta in poco più di un anno che un reale della casa britannica visita l’Emilia-Romagna: il 10 aprile 2025, infatti Re Carlo III e la Regina Camilla sono stati a Ravenna, per celebrare l’80esimo anniversario della Liberazione insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, hanno visitato alcuni monumenti e incontrato gli alluvionati.
LA PRINCIPESSA HA CREATO UNA FONDAZIONE CHE SI OCCUPA DI EDUCAZIONE
Nel caso della Principessa del Galles, invece, la visita a Reggio Emilia è focalizzata sull’infanzia e, basandosi sullo Shaping Us Framework del Centro per la Prima Infanzia, lanciato nel febbraio 2025 (e che definisce 30 competenze sociali ed emotive chiave che sostengono il benessere nel corso di tutta la vita) punta “a esaminare come una comprensione condivisa dello sviluppo sociale ed emotivo possa collegarsi ad approcci di altri Paesi che danno priorità ai primi anni di vita”.
La visita della Principessa a Reggio Emilia, aggiunge l’Ambasciata, rappresenta “un importante punto di partenza”. Il Reggio Emilia Approach all’educazione della prima infanzia, infatti, “riconosciuto a livello internazionale, pone le relazioni, l’ambiente e la comunità al centro dello sviluppo del bambino. È inoltre ampiamente rispettato per la creazione di ambienti di apprendimento che arricchiscono, sono creativi e fortemente interattivi“. La visita, si aggiunge ancora, “metterà in evidenza l’importanza dei contesti e delle relazioni umane di ricerca, ascolto e reciprocità che circondano un bambino, e il ruolo che questi elementi svolgono per accompagnare i suoi processi di crescita e apprendimento”.
“KATE VISITERÀ DI PERSONA GLI AMBIENTI EDUCATIVI”
La Principessa “è impaziente di visitare l’Italia la prossima settimana e di vedere di persona come il Reggio Emilia Approach crei ambienti in cui la natura e le relazioni umane amorevoli si uniscono per sostenere lo sviluppo dei bambini“, ha detto portavoce di Kensington Palace. “Mentre il Centre for Early Childhood continua a sviluppare il proprio lavoro a livello internazionale, questa visita è un’opportunità per collegare lo Shaping Us Framework con i principali approcci globali, e per mettere in luce una valutazione condivisa: è in questi primi anni, attraverso l’ambiente naturale e il calore delle relazioni umane, che iniziamo a porre le basi per un futuro resiliente e sano”.
Fin dalla sua istituzione nel 2021, The Royal Foundation Centre for Early Childhood ha riunito ricerca, collaborazione e azione pratica per promuovere un cambiamento a lungo termine nel modo in cui la società comprende e dà priorità ai primi anni di vita, sottolinea l’Ambasciata. “Questa visita segnala la fase successiva di tale lavoro, riunendo il pensiero globale sulla prima infanzia e accrescendone l’importanza sulla scena mondiale”.
CHE COS’È IL REGGIO EMILIA APPROACH
Il Reggio Emilia Approach è una filosofia educativa portata avanti nelle scuole e dei nidi d’infanzia comunali di Reggio Emilia. Fondata sull’immagine di un bambino con forti potenzialità di sviluppo e soggetto di diritti, il Reggio Emilia Approach pensa al bambino come un essere che apprende attraverso i cento linguaggi appartenenti a tutti gli esseri umani e che cresce nella relazione con gli altri. Questa filosofia sviluppata dall’insegnante ed educatore Loris Malaguzzi nel dopoguerra. Grazie al pensiero di Malaguzzi, scomparso nel 1994, Reggio Emilia negli anni 80 divenne teatro di un dibattito ricchissimo sull’educazione e l’infanzia e molte e diversificate sono le occasioni di formazione. A portare avanti il pensiero e l’opera di Malaguzzi sono la fondazione Reggio Children, un centro internazionale per la difesa e la promozione dei diritti e delle potenzialità dei bambini e delle bambine, e il Centro internazionale Loris Malaguzzi.
ENTI EDUCATIVI PRONTI ALLA VISITA DELLA PRINCIPESSA
A Reggio Emilia sale la “febbre” per la visita della principessa del Galles Catherine Middleton che, mercoledì 13 e giovedì 14 maggio visiterà le istituzioni educative della città emiliana, riconosciute in tutto il mondo. La missione è stata organizzata dal Centro per la Prima Infanzia della Royal Foundation, realtà lanciata proprio dalla moglie dell’erede al trono del Regno Unito William nel 2021. In particolare la Principessa visiterà il Centro internazionale Loris Malaguzzi (nel ventennale della nascita del pedagogista inventore del cosiddetto “Reggio approach”) e i nidi che nel dopoguerra divennero laboratori pedagogici ma anche luogo di emancipazione femminile.
Proprio Federico Ruozzi, presidente dell’Istituzione Nidi e scuole d’infanzia del Comune di Reggio commenta: “Sapere che la Principessa del Galles, si sia interessata alle nostre scuole pubbliche del comune di Reggio Emilia fa capire quanta strada è stata fatta dal dopoguerra ad oggi”. È “un riconoscimento importante per tutti i nostri nidi e scuole d’infanzia, per il lavoro che viene fatto ogni giorno da tutto il personale”. Reggio Emilia, ricorda Ruozzi, “è una piccola città, che però gioca un ruolo da protagonista nell’educazione a livello internazionale e lo fa proprio a partire dai più piccoli, dal diritto all’educazione fin dalla nascita”. Una città “che è stata capace, proprio grazie alle sue scuole, di attirare e accogliere ogni giorno delegazioni di studiosi, ricercatori, insegnanti, architetti da tutto il mondo. E ora anche una principessa”. Questo, conclude Ruozzi, “deve renderci orgogliosi ma anche doppiamente responsabili e riconoscenti a chi ha saputo costruire questa storia e a chi la tiene viva e vitale oggi per lasciarla in dote a chi verrà”.
Maddalena Tedeschi, presidente di Reggio Children, ricorda: “Malaguzzi immaginava il centro Internazionale che porta il suo nome come un golfo: un luogo di approdo e di scambio, non un archivio di risposte già date. È in questo spirito che accogliamo chi viene qui a cercare qualcosa, non per esportare un modello, ma per aprire un dialogo. È quello che speriamo possa nascere anche da questo incontro straordinario”.






