Covid, la Sardegna chiede al governo di passare in zona gialla già da lunedì

I dati del report provvisorio della Regione registrano un Rt pari a 0,74 e un'occupazione dei posti letto del 22%
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CAGLIARI – La Regione Sardegna ribadisce al governo la richiesta di passare alla zona gialla già da lunedì, scongiurando così la permanenza nell’attuale fascia di rischio per un’altra settimana, come previsto nell’ultima ordinanza del ministro della Sanità, Roberto Speranza. Le motivazioni sono contenute in una relazione che l’assessorato regionale della Sanità ha inviato questa mattina al ministero e che fotografa il progressivo miglioramento del quadro epidemiologico nell’isola. “La permanenza della Sardegna in zona arancione risulterebbe paradossale alla luce dei dati registrati nelle ultime settimane – spiega il presidente della Regione, Christian Solinas -. Tutti principali indicatori descrivono una situazione in miglioramento, con un quadro generale compatibile con una fascia di rischio più bassa di quella attuale. Abbiamo già sollevato forti dubbi sull’attuale sistema di classificazione“. Per il governatore sardo, le misure restrittive sono indispensabili quando rispondono a precise necessità di contenimento del virus, “diversamente il pericolo è quello di vedere applicate limitazioni solo in virtù degli automatismi previsti dalle disposizioni normative”.

NEL REPORT PROVVISORIO RT SARDO A 0,74

Uno scenario di rischio basso, di tipo 1, emerge nello stesso report provvisorio inviato dall’Istituto superiore di sanità alle Regioni e in attesa di validazione da parte della Cabina di regia. Se i dati fossero confermati, il monitoraggio della settimana di riferimento dal 26 aprile al 2 maggio indicherebbe per la Sardegna un indice di contagio Rt di 0,74, in ulteriore discesa rispetto allo 0,81 registrato nella settimana precedente. Positivi anche i dati sulla pressione negli ospedali, dove il tasso di occupazione si attesta al 22% sia per le degenze in area medica, sia nelle le terapie intensive, indici al di sotto delle soglie d’allerta previste. “Alla luce di questi dati – sottolinea l’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu – riteniamo che la Sardegna presenti i requisiti per la classificazione in un livello di rischio inferiore rispetto a quello attuale. Una decisione in questo senso ristabilirebbe l’appropriatezza delle misure rispetto all’attuale situazione epidemiologica”. Il quadro generale, sottolinea Nieddu, “è in costante divenire e le vaccinazioni proseguono in maniera massiva. Non intendiamo abbassare la guardia, ma tante attività attendono di poter ripartire e allo stato attuale sarebbero in grado di farlo in sicurezza. Oggi la permanenza in zona arancione non sarebbe in alcun modo giustificata o giustificabile“.

OGGI 128 NUOVI CASI E 2 DECESSI

Sono 55.274 i casi di positività al coronavirus complessivamente accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. Nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale, sono stati rilevati 128 nuovi casi. In totale sono stati eseguiti 1.205.247 tamponi, per un incremento complessivo di 3.537 test rispetto al dato precedente. Il tasso di positività si attesta al 3,6%. Si registrano due nuovi decessi (1.405 in tutto). Sono invece 319 (-19) le persone attualmente ricoverate in ospedale in reparti non intensivi, mentre sono 41 (-5) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 15.636 e i guariti sono complessivamente 37.865 (+374) mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell’isola sono attualmente otto. Sul territorio, dei 55.274 casi positivi complessivamente accertati, 14.477 (+35) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 8.356 (+22) nel Sud Sardegna, 4.926 (+29) a Oristano, 10.696 (+5) a Nuoro, 16.819 (+37) a Sassari.

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