Ddl Zan, rete D.i.Re: “Sì alla legge, aggiungere diritti non vuol dire toglierne altri”

"Nella violenza maschile alle donne- segnala D.i.Re- vi è il tratto di odio verso la diversità e verso chi eccede e trasgredisce ai rigidi ruoli voluti da una società patriarcale"
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ROMA – “Sosteniamo la proposta di legge Zan perché crediamo fortemente che oggi sia più che mai urgente arginare, contenere e eliminare l’incitazione all’odio verso chi diserta l’ordine dominante. Nel nostro impegno di accompagnamento delle donne fuori dalla violenza maschile e nelle azioni continue di cambiamento culturale che progettiamo per costruire una società nel rispetto dei diritti delle donne, trova spazio il nostro sostegno al disegno di legge contro l’omolesbobitransfobia. Perché la legge intende prevenire violenze e discriminazioni basate su sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere in cui ricadono le violazioni dei diritti anche delle donne e dunque la violenza maschile“. Così in una nota stampa la rete D.i.Re.

“Crediamo che i diritti di tutti/e saranno tutelati effettivamente solo quando si riconosceranno le differenze come un valore in un’ottica di rispetto che mira al superamento delle norme che il patriarcato ci ha imposto per millenni, e pensiamo che aggiungere diritti non vuol dire toglierli ad altre/i. Perché nella violenza maschile alle donne– segnala D.i.Re- vi è il tratto di odio verso la diversità e verso chi eccede e trasgredisce ai rigidi ruoli voluti da una società patriarcale. Perché pensiamo che si debba garantire la libertà di amare chi vogliamo, di poterci esprimere come desideriamo superando ruoli rigidi e stereotipati che ci impongono come dobbiamo essere e come dobbiamo comportarci per rientrare nei modelli che il patriarcato ha creato per mantenere il dominio maschile. Come Centri antiviolenza, come spazi di libertà per le donne- conclude la nota- non possiamo accettare che nel nostro Paese ci sia ancora chi pretende di scegliere per qualcun altro chi si deve amare e chi si vuole essere“.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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