Sporco trucco di Boris Johnson: per fermare la Scozia prova a prendersi il derby

Celtic-Rangers, una finale di Coppa del 1984
Dopo la Brexit, le elezioni di oggi sono un test chiave per il Regno Unito. Ma contro gli indipendentisti il premier britannico ha già pronta un'ultima mossa
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ROMA – Addio Global Britain. Anzi proprio addio Great Britain. È arrivato il giorno del giudizio, quello degli scozzesi, che dopo il referendum per l’indipendenza del 2014 oggi ci riprovano. Se i sondaggi fossero confermati, e alle parlamentari lo Scottish National Party dovesse tenere, la fine del Regno Unito non sarebbe così lontana. Colpa della Brexit: dopo aver votato in massa per restare nell’Ue, milioni di scozzesi sognano già un secondo referendum sull’indipendenza.

Ma mentre gli analisti ipotizzano concessioni obbligate di Londra, con nuove devolution e magari pure una Mezzaluna celtica dalle Ebridi all’Irlanda giù fino a Rotterdam, senza dazi né burocrazia, Boris Johnson non si arrende. Tutto, pur di fermare gli indipendentisti e far sventolare l’Union Jack. Dopo aver bocciato la Superlega del calcio europeo, sarebbe pronto a benedire quella isolana: al posto della Premier inglese, il Supercampionato britannico, con le scozzesi Celtic e Rangers Glasgow a sfidare le londinesi Arsenal e Chelsea.

Secondo The National, megafono degli indipendentisti, per Downing Street “non c’è trucco troppo sporco” e Johnson ormai è alla frutta. La partita riguarderebbe anche il petrolio del Mare del nord e la “socialdemocrazia in un solo Paese“: gli scozzesi pagano 380 sterline in meno di tasse a testa rispetto alla media del Regno Unito e ne spendono 1.633 in più per i servizi pubblici. Tutto vero, ma vuoi mettere i gol? Chi ha bisogno del Chelsea, alzi la mano: l’Old Firm, il derby di Glasgow, cattolici contro protestanti, proletari contro borghesi, ribelli contro establishment, è la sfida di una vita.

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