Siri fuori dal Governo, al Cdm Conte vincerà senza la conta

L'editoriale di Nico Perrone, direttore dell'Agenzia di stampa Dire, per DireOggi
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ROMA – Il Consiglio dei ministri deve ancora tenersi ma dentro il Movimento hanno già messo le bottiglie in frigo per brindare alla cacciata di Armando Siri, sottosegretario leghista, dal Governo. Non solo indagato per corruzione e vicinanze mafiose ma ora anche sotto indagine per la soffiata agli inquirenti del notaio incaricato di una compravendita di una palazzina con soldi provenienti da San Marino.

Intanto i fratelli coltelli, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, ne stanno approfittando per monopolizzare tutti i media con insulti e attacchi reciproci, senza risparmiarsi le parolacce. Una strategia che serve a rafforzare le rispettive parti togliendo spazio a tutti gli altri, costretti a rincorrere e a parlare solo di loro. Nel M5S sono soddisfatti, stando ai loro sondaggi la strategia sta pagando e sono sicuri che alle prossime elezioni europee prenderanno più del 20% e più del Pd. Si vedrà.

Per quanto riguarda il prossimo futuro dietro le quinte sono pochi quelli che credono possibile una crisi di Governo. Anche Salvini, preso dalla foga e dal nervosismo, ieri non è riuscito a mantenere il filo logico di un discorso, allo stesso ribadendo che non ci sarà nessuna rottura, che il governo durerà altri 4 anni ma aggiungendo anche «non rompete le palle, ultimo avviso». Ma se durerà 4 anni che ultimo avviso è?

Tra le novità, l’intrusione di Silvio Berlusconi nel campo della Lega. Appena uscito dall’ospedale, infatti, Berlusconi ha subito dichiarato che nel prossimo Parlamento europeo il Ppe dovrà rompere con la sinistra e stringere un accordo con i sovranisti. Cioè con Salvini. Insomma, visto che in Italia il Capitano non lo sta ad ascoltare, cercherà di imbrigliarlo con l’aiuto dei Popolari europei.

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