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Ue, il papa: “Serve coraggio, costruire ponti e abbattere muri”

ROMA - "Che cosa ti è successo, Europa umanistica,
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papa francescoROMA – “Che cosa ti è successo, Europa umanistica, paladina dei diritti dell’uomo, della democrazia e della libertà? Che cosa ti è successo, Europa terra di poeti, filosofi, artisti, musicisti, letterati? Che cosa ti è successo, Europa madre di popoli e nazioni, madre di grandi uomini e donne che hanno saputo difendere e dare la vita per la dignità dei loro fratelli?”. Lo domanda papa Francesco, nel discorso di ringraziamento per il premio internazionale Carlo Magno 2016 che gli è stato assegnato in Vaticano. “Cogliamo l’occasione per auspicare insieme uno slancio nuovo e coraggioso per questo amato continente“, dice.

Bergoglio ricorda gli ideali europei: “Quell’atmosfera di novità, quell’ardente desiderio di costruire l’unità paiono sempre più spenti; noi figli di quel sogno siamo tentati di cedere ai nostri egoismi, guardando al proprio utile e pensando di costruire recinti particolari”. Per il papa è ora che l’Europa si risvegli: “A tal fine ci farà bene evocare i padri fondatori dell’Europa. Essi seppero cercare strade alternative, innovative in un contesto segnato dalle ferite della guerra. Essi ebbero l’audacia non solo di sognare l’idea di Europa, ma osarono trasformare radicalmente i modelli che provocavano soltanto violenza e distruzione. Osarono cercare soluzioni multilaterali ai problemi che poco a poco diventavano comuni. I progetti dei padri fondatori, araldi della pace e profeti dell’avvenire, non sono superati: ispirano, oggi più che mai, a costruire ponti e abbattere muri. Sembrano esprimere un accorato invito a non accontentarsi di ritocchi cosmetici o di compromessi tortuosi per correggere qualche trattato, ma a porre coraggiosamente basi nuove, fortemente radicate”.

di Antonio Bravetti, giornalista professionista

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