Coronavirus, telemedicina per procreazione assistita interrotta a causa dell’emergenza

Il ricorso alla telemedicina - si legge in una nota della Asl di Bari - consentirebbe di condurre a distanza anche consulti medici
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BARI – Si chiama Smart Pma ed è una proposta di telemedicina a distanza che consente di far ripartire i trattamenti di procreazione medicalmente assistita interrotti a causa dell’emergenza coronavirus. La sperimentazione – si legge in una nota della Asl di Bari – coinvolgerà la medicina della Riproduzione di Conversano, insieme ad altre 7 unità operative di Medicina della riproduzione nazionale tra cui il Sant’Orsola di Bologna, e l’ospedale Pertini di Roma. Il ricorso alla telemedicina consentirebbe invece di condurre a distanza anche consulti medici, ovvero verifiche sull’andamento dei trattamenti anche attraverso colloqui con il supporto del personale infermieristico che potrebbe trasmettere ai pazienti contenuti certificati dall’equipe medica. “La recente sospensione dei trattamenti di pma – spiega Giuseppe D’Amato, responsabile della Unità di Medicina della Riproduzione di Conversano – ha finito con il gravare maggiormente sulle pazienti con bassa prognosi: vuoi per età che per la ridotta riserva ovarica. È ragionevole dunque che questa fascia di popolazione debba venire sottoposta per prima ai trattamenti previsti, alla ripresa delle attività”. “Tra l’altro – prosegue D’Amato – le prestazioni di pma potrebbero essere tra le prime la cui pratica potrebbe essere autorizzata, ciò in considerazione della loro bassa invasività e della loro ascrizione al rango dell’ambulatorio chirurgico”.

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