Diritti, italiano ‘per errore’: Amin oggi ottiene la cittadinanza

Al Comune di Napoli e' stato sanato un errore che seguiva dalla nascita il giovane chef
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NAPOLI – “Napoli e’ mamma mia, l’Italia e’ casa mia”. Amin Abdelli aveva 27 anni quando decise di trasferirsi nella provincia di Como per diventare sushi chef. Era stato gia’ assunto da un noto ristorante ma e’ dovuto tornare indietro perche’ per lo Stato Italiano era un clandestino. Oggi, con il riconoscimento della cittadinanza italiana, si chiude una vicenda che aveva costretto Amin a sentirsi straniero nel luogo in cui aveva sempre vissuto e nel quale era nato 30 anni fa.

Al Comune di Napoli e’ stato sanato un errore che seguiva dalla nascita il giovane chef

I suoi genitori, tunisini, si dichiararono cittadini italiani e, per questo, nell’atto della dichiarazione di nascita, la cittadinanza fu trasferita al figlio. Ma quella cittadinanza gli era stata riconosciuta per un mero errore formale. Fu proprio quando decise di intraprendere quel viaggio verso Como che Amin scopri’ di non essere un cittadino italiano ma uno straniero irregolare, nonostante fosse in possesso della carta d’identita’.

Non si tratta  “di una fattispecie che riguarda lo Ius Soli”

“C’e’ una legge del 2014 che stabilisce che, anche dopo il 19esimo anno di eta’, la dichiarazione puo’ essere eseguita se la causa non e’ imputabile all’interessato”, spiega Luigi Loffredo, responsabile del servizio anagrafe e stato civile. L’assessore comunale all’anagrafe, Alessandra Sardu, precisa che non si tratta “di una fattispecie che riguarda lo Ius Soli”.

“Mi sono sempre sentito un cittadino italiano”

Amin, nel corso della cerimonia di conferimento della cittadinanza nel Comune di Napoli, ha espresso tutto il suo sollievo per una vicenda “che mi aveva tolto il fiato. Torno a respirare dopo molti anni – racconta emozionato il giovane italiano-tunisino -. Mi sono sempre sentito un cittadino italiano e non lo dico perche’ voglio rifiutare le origini dei miei genitori ma solo perche’ ho sempre vissuto qui. Questa e’ casa mia”.

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