Siria, le autopsie di Ankara confermano: usati gas tossici

Da Damasco intanto continuano a giungere parole di smentita
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ROMA  – L’autopsia eseguita da medici turchi sui cadaveri dei siriani vittime dell’attacco di Khan Sheikhoun confermerebbe l’impiego di armi chimiche.

Lo ha spiegato alla stampa Bekir Bozdag, ministro della Giustizia turco.

Martedì 32 persone rimaste intossicate dopo un raid aereo a Khan Sheikhoun, nella provincia settentrionale di Idlib, sono state trasportate oltre frontiera.

Erano ancora vive al momento dell’arrivo, ma poi sono decedute – stando a quanto riferisce il referto autoptico – poiché esposti “ad agenti organofosforici, tra cui il sarin“.

Ipotesi di questo tipo erano già arrivate dagli operatori di Medici senza Frontiere, dagli ospedali della provincia di Idlib, e dell’Organizzazione mondiale per la sanità (Oms), secondo cui alcuni sopravvissuti avevano manifestato i sintomi tipici dell’intossicazione da gas nervini.

Il dubbio che il regime di Bashar Al-Assad abbia impiegato armi chimiche nell’attacco a Khan Sheikhoun ha sollevato la condanna unanime dei suoi detrattori: Turchia, Stati Uniti e Unione europea.

Tuttavia il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, convocato d’urgenza su sollecitazione di Francia e Gran Bretagna, non è stato in grado di adottare alcuna risoluzione per via del veto imposto dalla Russia.

ASSAD RESPINGE LE ACCUSE

Da Damasco intanto continuano a giungere parole di smentita. Ieri, al Palazzo di vetro, il portavoce del governo siriano Munzer Munzer ha ribadito che il suo governo “respinge categoricamente tali accuse”, e che resta valido il suo impegno alla Convenziona internazionale contro l’uso delle armi chimiche, nonché alla lotta al terrorismo.

LA PROTESTA DI IDLIB: “AIUTATECI”

Intanto ad Idlib qualcuno ha pensato di inscenare una protesta con l’aiuto di alcuni bambini, per incoraggiare l’intervento delle potenze straniere per porre fine alla guerra in Siria: una foto mostra alcuni bambini che, sdraiati a terra, fingono di essere morti, in ricordo dei coetanei che hanno perso la vita martedì. Dietro di loro, altri bambini tengono in mano le bandiere di Stati Uniti, Arabia Saudita, Turchia, Francia, Gran Bretagna, Bahrein e Onu. Le loro bocche sono chiuse con del nastro adesivo nero. Infine, una scritta: “Gli amici della Siria”.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

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