sabato 18 Aprile 2026

Ora il Telegraph inglese è tedesco: l’ha comprato Springer per 575 milioni di sterline

L’operazione segna l’ennesimo capitolo di una lunga e travagliata partita sulla proprietà del giornale, una delle testate più influenti del panorama conservatore britannico, fondata più di 170 anni fa

ROMA – Il Daily Telegraph cambia padrone e, se tutto andrà come previsto, finirà sotto il controllo di Axel Springer. Il proprietario dello storico quotidiano britannico ha annunciato di aver raggiunto un accordo per la vendita al gigante mediatico tedesco per 575 milioni di sterline, circa 766 milioni di dollari. L’operazione segna l’ennesimo capitolo di una lunga e travagliata partita sulla proprietà del giornale, una delle testate più influenti del panorama conservatore britannico, fondata più di 170 anni fa.

Il Telegraph, noto per la sua linea editoriale tradizionalmente vicina al Partito Conservatore – da qui il soprannome, non sempre benevolo, di “Torygraph” – sembrava destinato appena pochi mesi fa a un altro scenario. A inizio anno era infatti vicino a un accordo con il gruppo DMGT, proprietario del Daily Mail, un’operazione da circa 500 milioni di sterline che avrebbe segnato un forte consolidamento del settore dei quotidiani nel Regno Unito. Da una parte il giornale più venduto del Paese, dall’altra una testata che continua a esercitare un peso politico significativo tra i parlamentari conservatori.

Quell’ipotesi, però, aveva acceso più di una perplessità a Westminster. Alcuni esponenti del governo laburista, tra cui la ministra della Cultura Lisa Nandy, avevano espresso timori per l’eccessiva concentrazione di potere mediatico che ne sarebbe derivata.

Alla fine a spuntarla è stata Axel Springer, il gruppo editoriale con sede a Berlino che negli ultimi anni ha costruito un vero impero mediatico internazionale. Sotto la guida dell’amministratore delegato Mathias Döpfner, l’azienda ha investito pesantemente nella crescita globale acquisendo, tra le altre cose, Politico e Business Insider, con un’espansione particolarmente marcata negli Stati Uniti. L’acquisizione del Telegraph rappresenta ora un ulteriore tassello di questa strategia. L’accordo resta comunque subordinato al via libera delle autorità regolatorie.

“Essere il proprietario di questa istituzione del giornalismo britannico di qualità è un privilegio e un dovere”, ha dichiarato Döpfner in una nota diffusa insieme all’annuncio dell’intesa.

La storia recente del Telegraph è stata tutt’altro che lineare. Per anni il quotidiano è rimasto nelle mani della famiglia miliardaria Barclay, ma nel 2023 i creditori hanno preso il controllo dell’editore, aprendo di fatto la stagione delle trattative e delle offerte. In un primo momento sembrava destinato a passare alla joint venture RedBird IMI, formata dalla società americana RedBird Capital Partners e da un gruppo legato alla famiglia reale di Abu Dhabi. In quel progetto la gestione editoriale sarebbe stata affidata a Jeff Zucker, ex presidente della CNN.

L’operazione però si è arenata dopo l’intervento del Parlamento britannico, che ha approvato una legge per impedire a investitori statali stranieri di possedere quotidiani nel Regno Unito. RedBird aveva provato a rientrare in gioco proponendosi come unico acquirente del gruppo, ma tra le resistenze politiche e le critiche emerse anche sulle stesse pagine del Telegraph, il progetto è stato progressivamente accantonato.

Nel frattempo attorno al giornale hanno continuato a muoversi altri potenziali compratori. Tra questi Dovid Efune, imprenditore mediatico di origine britannica e proprietario del New York Sun, che aveva costruito un consorzio includendo proprio Axel Springer. Alla fine, però, è stato il gruppo tedesco a raggiungere direttamente l’intesa finale, ringraziando comunque Efune per “il suo essenziale supporto e assistenza” nel percorso che ha portato all’accordo.

Per il gruppo tedesco si tratta anche di una sorta di rivincita storica. Döpfner ha ricordato infatti che Axel Springer aveva già tentato di acquistare il Telegraph oltre vent’anni fa, senza successo. “Ora il nostro sogno si avvera”, ha detto.

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