ROMA – Messi da Trump e non da Biden. Messi che applaude il Presidente degli Stati Uniti mentre si vanta della guerra in Iran, mentre elogia “il più grande esercito che chiunque abbia mai visto, che sta facendo un ottimo lavoro”. Messi che solo l’anno scorso non era andato alla Casa Bianca per ritirare la Medaglia Presidenziale della Libertà perché l’apparentamento anche solo formale con Joe Biden avrebbe fatto arrabbiare i cubani di Miami. Messi che si fa sfottere da Trump. Un evento del genere non poteva che scatenare uno strascico di polemiche.
Messi si è recato a Washington con i suoi compagni dell’Inter Miami per partecipare alla cerimonia che celebrava il primo titolo della MLS Cup della sua squadra. Ha accompagnato Trump sul palco, dove il presidente ha pronunciato un discorso sulla guerra in Iran, e gli è stato conferito il premio di Mvp per la seconda stagione consecutiva.
Nel gennaio 2025 Messi è stato il primo argentino a ricevere la Medaglia della Libertà – Papa Francesco è stato il secondo, una settimana dopo – ma nonostante la sua importanza, ha rifiutato di recarsi alla Casa Bianca per ritirarla. E sono in tantissimi quelli che nel commentare questo episodio abbinano il Messi politico al Maradona politico, uno che invece difendeva i regimi di sinistra a Cuba e in Venezuela, uno a cui fu negato l’ingresso negli Stati Uniti nel 2018 per aver insultato Trump.







