ROMA – “Bisogna distinguere tra le telefonate false, che pure si sono verificate ed è purtroppo un fenomeno dove le persone non si rendono conto di quanto disservizio e fastidio possano creare e io chiedo sempre di fare accertamenti perché sarebbe molto importante riuscire a trovare qualcuna di queste persone; c’è poi l’aspetto dei pacchi abbandonati o allarmi per valigie e scatole e penso che l’aumento possa essere fisiologicamente legato allo stato di allerta che c’è“. Così il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, a margine dell’inaugurazione dell’Agorà della Gentilezza a San Basilio, sul moltiplicarsi degli allarmi bomba nella Capitale dopo lo scoppio del nuovo conflitto in Medio Oriente.
“Essendo potenziati tutti i servizi e considerato che le persone fanno più attenzione a un bagaglio che viene dimenticato per 10 minuti, scatta subito un allarme che in altri tempi non sarebbe scattato e il bagaglio già portato via- ha aggiunto Giannini- L’importante è non trascurare nulla perchè è necessario che i cittadini possano passare tranquilli questo periodo”.
“C’è la massima attenzione. Tutti i servizi sono stati sensibilizzati e diversi potenziati anche se a me crea difficoltà parlare di potenziamento, perchè a Roma l’attenzione è massima da tanto tempo. Roma è la Capitale d’Italia, centro della cristianità e da sempre ha la massima attenzione“, ha aggiunto il prefetto Giannini rispondendo a una domanda sullo stato della sicurezza a Roma.
“La preoccupazione della minaccia non è quella della moschea ma vedere se ci sono soggetti radicali o se ci possano essere eventuali infiltrazioni di soggetti. La presenza normale e abitudinaria è un qualcosa che si è sempre gestito e abbiamo continuato a gestire”, ha sottolineato Giannini, in risposta a chi gli chiedeva se la presenza di gruppi di persone legate alla Repubblica Islamica dell’Iran a Roma e della stessa moschea lo preoccupasse.
“Ci vuole attenzione e anche attività sul web, informativa e investigativa- ha aggiunto il prefetto- Non abbiamo ricevuto particolari alert su soggetti radicalizzati. La situazione richiede attenzione ma non un allarme specifico”.







