sabato 18 Aprile 2026

Un mese contro il razzismo: anche a scuola, dalla Sicilia al Piemonte, per “decostruire stereotipi”

Al via "Culture in relazione", l'iniziativa di Focsiv e Unar che coinvolge studenti, rappresentanti religiosi, società civile e diaspore in Italia

ROMA – Laboratori nelle scuole con “mini-storie”, fumetti e performance per “decostruire stereotipi”. E poi webinar e confronti pubblici con voci delle comunità religiose e della società civile. È la ricetta di un progetto finanziato dall’Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali (Unar) e curato da Focsiv, la Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana. L’iniziativa si intitola “Culture in relazione: giovani e comunità per il dialogo interreligioso contro razzismo e discriminazione”. “In un’Italia attraversata da nuove tensioni sociali, dalla polarizzazione del dibattito pubblico e dal riemergere di fenomeni di razzismo e intolleranza, tornare a investire sul dialogo è fondamentale”, sottolinea Focsiv. “La cooperazione non è soltanto trasferimento di competenze o risorse, ma incontro tra identità plurali: religioni e culture, quando messe in relazione, diventano strumenti per ricostruire legami, favorire la cultura del rispetto, generare comprensione reciproca e promuovere percorsi di cittadinanza inclusiva e di non discriminazione”.

DALLE COMUNITA’ RELIGIOSE ALLE DIASPORE IN ITALIA

L’iniziativa, patrocinata dall’assessorato alle Politiche sociali e alla salute del Comune di Roma e promossa dalla Federazione insieme alle ong associate Cisv, Comi, Cope e Pce-De Finibus Terrae, si inserisce nel quadro della XXII Settimana di azione contro il razzismo, in programma dal 14 al 22 marzo. L’obiettivo generale è promuovere la cultura del rispetto, della parità di trattamento e della convivenza inclusiva. Due quelli specifici: da un lato incoraggiare il protagonismo giovanile attraverso linguaggi artistici contemporanei; dall’altro creare spazi di incontro multistakeholder tra comunità religiose, studenti, insegnanti, associazioni e realtà della diaspora. Il cuore operativo del progetto sono laboratori creativi nelle scuole secondarie di primo e secondo grado di quattro regioni: Lazio, Piemonte, Puglia e Sicilia.

LE PRIME TRE SETTIMANE, CON ALMENO 300 STUDENTI

Nelle tre settimane precedenti la Settimana di azione contro il razzismo, almeno 300 studenti saranno coinvolti in percorsi educativi basati sulla metodologia del cosiddetto “narrative change”. “Attraverso la produzione di mini-videostorie, fumetti, canzoni e performance teatrali e musicali”, evidenziano gli organizzatori, “ragazze e ragazzi lavoreranno sulla decostruzione di stereotipi e pregiudizi”. Accanto ai laboratori sono previsti quattro webinar pubblici con rappresentanti di comunità religiose e della società civile, anche della diaspora straniera in Italia. Tavole rotonde virtuali per favorire il confronto tra generazioni e fedi diverse, ampliando la riflessione oltre i confini territoriali. Coinvolti studenti, insegnanti, operatori del terzo settore e giovani in Servizio civile universale. Un momento centrale è previsto il 20 marzo, a Villa Altieri, a Roma, con una tavola rotonda seguita dalla presentazione pubblica degli elaborati realizzati nelle scuole. Il 21 marzo, Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, la capitale ospiterà poi una “passeggiata decoloniale” a Roma, nella zona di Piazza Vittorio, aperta a tutti e accompagnata da performance artistiche e teatro sociale.

Leggi anche