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Da Potenza le parole di Mattarella sui migranti: “Il cordoglio deve tradursi in scelte concrete”

Le parole del capo dello Stato in occasione dei 40 anni dell'Università della Basilicata

Pubblicato:06-03-2023 13:40
Ultimo aggiornamento:07-03-2023 08:32
Canale: Calabria
Autore:
Mattarella Unibas
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ROMA – Un lungo applauso a Potenza ha accolto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al suo ingresso nell’Aula Quadrifoglio del Polo del Francioso dell’Università della Basilicata in occasione della cerimonia di inaugurazione Anno Accademico 2022-2023 nel quarantesimo dalla fondazione. Assieme al capo dello Stato, la ministra Anna Maria Maria Bernini e il rettore Ignazio Marcello Mancini.
Dopo il loro ingresso sono stati intonati l’Inno d’Italia e e quello Europeo. Prima dell’avvio dell’anno accademico il presidente della Repubblica è stato accolto da una rappresentanza di studenti con la felpa verde con il logo dell’Ateneo. Con i ragazzi Mattarella si è soffermato per un saluto e una foto di gruppo. Poi la firma sul registro d’onore. Al capo dello Stato sono stati donati il sigillo dell’Università e una scultura dell’artista Antonio Masini.

MIGRANTI. MATTARELLA: CORDOGLIO DIVENTI SCELTE CONCRETE DA ITALIA E UE

Durante il suo discorso, il presidente della Repubblica, ha parlato del naufragio a Steccato di Cutro: “Il cordoglio deve tradursi in scelte concrete, operative, da parte di tutti: dell’Italia, per la sua parte, dell’Unione europea e di tutti i Paesi che ne fanno parte. Questa è la risposta vera da dare a quello accaduto”. Le “violazioni di diritti umani e della libertà, colpiscono tutti, in qualunque parte del mondo“, ha sottolineato il capo dello Stato.

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IRAN. MATTARELLA: REGIME CHE SOFFOCA I SUOI FIGLI; E MOSHIR POUR SI COMMUOVE

“Vorrei ringraziare molto la dottoressa Moshir Pour, la sua presenza stessa e le parole che ha usato sono un forte richiamo ai diritti umani e alla libertà”, così Mattarella riferendosi alla testimonianza su “Università è Libertà” di Pegah Moshir Pour, attivista per i diritti umani e digitali di origini iraniane. Le parole del capo dello Stato commuovono a tal punto Pegah che la scrittrice e attivista lucana, di origini iraniane, seduta nella platea, deve asciugarsi con le mani le lacrime. “È una condizione – ha detto Mattarella – pensando anzitutto al Paese da cui è venuta qui, Paese di grandi tradizioni storiche e culturali, di grande civiltà che vede un regime che soffoca i propri figli ed è questa l’antitesi alla enunciazione dei diritti umani e della libertà. Questa evocazione che la dottoressa ha fatto, ricordando anche con una citazione il valore della unicità del genere umano, al di là e al di sopra di differenze e di confini, etniche e religiose, culturali, di abitudini, questa unicità ricorda il valore della indivisibilità dei diritti umani e della libertà. In qualunque comunità la libertà non è effettiva se non è appannaggio di tutti. È il mondo intero che ormai è sempre più una comunità raccolta con ormai nessuna distanza effettiva, una comunità interconnessa dentro la quale la mancanza di libertà o di esercizio dei diritti in un luogo colpisce chiunque e questo richiamo è molto sentito per noi in questi giorni” in cui è avvenuto il tragico naufragio di migranti a Steccato di Cutro nella provincia di Crotone.

MIGRANTI. MATTARELLA: DUE ANNI FA ACCOLTI TUTTI AFGHANI IN FUGA DA KABUL

“Non molto distante da qui, sulle coste della Calabria, si è verificato un evento tragico, che ha provocato la commozione interamente del nostro Paese: i profughi Afghani hanno fatto tornare anzitutto alla mente quanto il nostro paese ha fatto quasi due anni fa, quando i talebani occupavano Kabul, per portare in Italia non solo i nostri militari ma tutti i cittadini afghani che avevano collaborato con la nostra missione. Non ne abbiamo lasciato nessuno, li abbiamo tutti accolti qui in Italia”, ha detto Mattarella.

MIGRANTI. MATTARELLA: CHI NON VEDE FUTURO PARTE CON SOFFERENZA

La tragedia del naufragio sulle coste di Cutro, in cui hanno perso la vita anche cittadini afgani “ci fa tornare alla mente le immagini televisive della grande folla di afghani all’aeroporto di Kabul che imploravano un passagio aereo, questo ci fa comprendere il perchè intere famiglie, persone che non vedono futuro cercano di lasciare, con sofferenza, la loro terra per avere una possibilità di futuro altrove”, ha ricordato il capo dello Stato.

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