ROMA – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è andato alla Basilica di Santa Sofìa nel quartiere Boccea a Roma, chiesa Ucraina cattolica, per prendere parte alla messa. La Chiesa di Santa Sofia, chiesa nazionale a Roma degli ucraini, fa capo all’Esarcato Apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia. L’Esarcato è stato eretto nel 2019 da Papa Francesco. Dal 2020 Esarca Apostolico è Monsignor Paulo Dionisio Lachovicz. Cattedrale dell’Esarcato è la Chiesa dei Santi Sergio e Bacco, in Piazza della Madonna dei Monti.
MATTARELLA: FAREMO TUTTO QUELLO CHE SI PUÒ
Faremo tutto quello che si può”, ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Don Marco Yaroslav Semehen, alla messa nella Basilica di Santa Sofia a Roma.
Nel video diffuso dal Quirinale all’inizio si vede Mattarella che arriva e poi segue la celebrazione seduto tra fedeli e volontari ucraini. Al termine della messa a Santa Sofia parte l’applauso per Mattarella e il ringraziamento per la sua presenza di Don Marco Yaroslav Semehen, che dice: “Grazie presidente Mattarella per la sua presenza e grazie al popolo italiano e ai cittadini romani per la solidarietà e gli aiuti umanitari, sono stati come fratelli. Non ci sentiamo abbandonati”.
Durante la stretta di mano con il parroco Mattarella dice: “Faremo tutto quello che si può”. Dopo una calorosa stretta di mano Don Marco porta il capo dello Stato a visitare la basilica di Santa Sofia. All’uscita una bambina regala a Mattarella la bandiera dell’Ucraina. Lui la ringrazia prendendo il dono mettendole la mano sulla spalla con tenerezza. Andando via i volontari e i fedeli applaudono a lungo Mattarella salutandolo e gridando “Un grande presidente”.
LA BASILICA DI SANTA SOFIA
Nel 1963, subito dopo il suo ritorno dalla prigionia in un gulag siberiano, l’arcieparca Josyf Slipyj avviò una raccolta fondi per costruire a Roma una chiesa per la comunità della Chiesa greco-cattolica ucraina. L’edificio fu progettato dall’architetto Lucio Di Stefano sulla base dei piani originali per la costruzione della cattedrale di Santa Sofia a Kiev. La costruzione, iniziata nel 1967, terminò nel 1969, quando, nel mese di settembre, l’arcieparca Josyf Slipyj e diciassette vescovi, alla presenza di papa Paolo VI, la consacrarono, trasferendovi le reliquie di Papa Clemente I, provenienti dalla basilica di San Clemente al Laterano.
La chiesa, dedicata alla Divina Sapienza, nel 1985 è divenuta titolo cardinalizio e nel 1998 è stata elevata al rango di Basilica minore. I mosaici dell’altare sono dell’artista ucraino Sviatoslav Hordynsky. Nel settembre del 2011 si sono conclusi i lavori di restauro dell’edificio promossi dall’Associazione “Santa Sofia” che è proprietaria della chiesa e degli edifici annessi. Nella cripta della basilica sono sepolti, tra gli altri, alcuni metropoliti e arcivescovi ucraini, oltre ad altre personalità ucraine Un tempo vi era sepolto anche il cardinale Josyf Slipyj, la cui salma, dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica e l’indipendenza dell’Ucraina, è stata traslata a Leopoli.
Adiacente alla chiesa si trova l’edificio che è stata sede dell’Università cattolica ucraina a Roma. Rettore della Chiesa di Santa Sofia dal 2014 è Don Marco Yaroslav Semehen, nato a Ternopil’ (Ucraina) nel 1980, sacerdote dal 2008 e dal 2020 presidente dell’Associazione religiosa “Santa Sofia” per i cattolici ucraini, che ha sede presso la Basilica. Presso la Chiesa di Santa Sofia, come pure presso la Cattedrale nel quartiere Monti, sono in corso in questi giorni iniziative di preghiera e di solidarietà a favore del popolo ucraino.
Oggi, prima domenica di Quaresima, che nel rito orientale è celebrata con particolare solennità ed è denominata “dell’Ortodossìa”, si tiene la Divina Liturgia (denominazione della celebrazione eucaristica nel rito bizantino) in lingua ucraina, con la benedizione delle icone. Nelle domeniche di Quaresima viene utilizzata la Divina Liturgia cosiddetta “di San Basilio”, in uso solo in alcune circostanze, al posto della abituale Liturgia “di San Giovanni Crisostomo”.




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