Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

In Giappone cerimonia per Fukushima a porte chiuse causa Coronavirus

La cerimonia sarà trasmessa in diretta streaming. Il premier Shinzo Abe ha fatto sapere che seguirà la cerimonia dal suo ufficio
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Dopo il divieto di grandi assembramenti di persone nei luoghi pubblici emesso dalle autorità nei giorni scorsi, a causa dell’emergenza Coronavirus si è dovuta rivedere anche la cerimonia commemorativa della tragedia di Fukushima dell’11 marzo 2011. La cerimonia vedrà presenti solo cinque partecipanti, tra cui il governatore della prefettura di Fukushima Uchibori e alcuni tra i rappresentanti delle famiglie che hanno subito i lutti nella tragedia. Negli anni precedenti la cerimonia ha sempre registrato non meno di mille partecipanti ogni anno. La cerimonia sarà comunque trasmessa in diretta streaming. Il premier Shinzo Abe ha fatto sapere che seguirà la cerimonia dal suo ufficio esprimendo il suo cordoglio.

La zona di Fukushima fa ancora discutere per le criticità che presenta e l’eventuale presenza di materiale radioattivo ancora sopra i livelli accettati, nonostante siano numerosi i tentativi di riqualificazione delle zone più colpite. Sarà proprio uno stadio della prefettura colpita dal terremoto di Miyagi ad ospitare i tornei di calcio maschile e femminile durante le prossime Olimpiadi di Tokyo 2020.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»