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Cessate il fuoco a Idlib, nessun corridoio per i profughi

La tregua era stata annunciata ieri sera a Mosca dopo sei ore di colloquio tra i presidenti Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan
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ROMA – Un cessate il fuoco monitorato da Russia e Turchia, con un corridoio “di sicurezza” ampio 12 chilometri ma senza un’area a garanzia dell’incolumità delle migliaia di profughi costretti a lasciare le proprie case nelle ultime settimane, è entrato in vigore nella notte nella provincia siriana di Idlib. A confermarlo sono state oggi più fonti, tra le quali l’Osservatorio siriano per i diritti umani, un gruppo di monitoraggio con base a Londra e una rete di contatti mediorientali, che ha riferito di “una calma relativa”.

La tregua era stata annunciata ieri sera a Mosca dopo sei ore di colloquio tra i presidenti Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan. L’entrata in vigore del cessate il fuoco era previsto per la mezzanotte. Stando all’accordo, il corridoio “di sicurezza” si estende per sei chilometri a nord e sei a sud dell’autostrada M4 che collega le città di Aleppo e Latakia, entrambe controllate dalle forze del governo del presidente siriano Bashar Assad. Previsti pattugliamenti congiunti russo-turchi, a partire dal 15 marzo, ma non il ritiro delle unità dell’esercito di Damasco avanzate nell’area nei giorni scorsi. L’offensiva, sostenuta dall’aviazione di Mosca, era rivolta anche contro gruppi ribelli sostenuti da Ankara. Nei combattimenti dei giorni scorsi erano rimasti uccisi non solo civili e miliziani siriani ma pure decine di soldati turchi.

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