mercoledì 11 Marzo 2026

Tg Mondo Hi Tech, l’edizione di venerdì 6 febbraio 2026

Si parla di reti ultraveloci, piante bioidride e del 'paese senza sole'

DTD E INVITALIA, OLTRE 700 MILIONI PER LE RETI ULTRAVELOCI

Il Dipartimento per la Trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio e Invitalia hanno sottoscritto un accordo attuativo per gli investimenti a sostegno dei nuovi interventi in infrastrutture a banda ultra-larga fino al 2029. Il Fondo nazionale per la connettività, dal valore di 733 milioni di euro, è stato istituito all’esito della rimodulazione del Pnrr e ora diventerà operativo, con la collaborazione appunto di Invitalia, attraverso un investimento pubblico erogato in regime di sovvenzioni, concepito per stimolare gli investimenti privati e facilitare l’accesso ai finanziamenti nel settore.
Le sovvenzioni saranno destinate direttamente agli operatori privati, con l’obiettivo di colmare il divario di fattibilità economica delle opere, richiedendo un cofinanziamento minimo del 30% del costo complessivo dei progetti. “Un’operazione che consente di reinvestire nel settore delle telecomunicazioni oltre 700 milioni di euro- ha detto il sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti– che, in assenza di questa rimodulazione, sarebbero andati persi”.

DAI RICERCATORI UNIBZ LA PRIMA PIANTA BIOIBRIDA

Quando pensiamo alle tecnologie verdi, vengono subito in mente pannelli solari, edifici a basso consumo o veicoli elettrici. E se anche le piante potessero diventare una tecnologia verde? Ci hanno pensato le ricercatrici e i ricercatori della Facoltà di Ingegneria della Libera Università di Bolzano che, in collaborazione con altri dipartimenti dell’ateneo e centri di ricerca internazionali, hanno creato la prima pianta completamente bioibrida. Inserendo delle nanoparticelle direttamente nelle piante, l’équipe di ricerca è riuscita a renderle più efficienti nel catturare la luce solare, aumentando la loro crescita e aprendo la strada a numerose applicazioni, dalla cattura della CO2 atmosferica alla produzione di bioenergia. Ma che cos’è esattamente una pianta bioibrida? È un organismo vivente, in questo caso una pianta, che combina elementi biologici (la pianta vera e propria) con componenti tecnologici (come, ad esempio, materiali conduttivi). In pratica, si tratta di un ibrido tra natura e tecnologia, in cui le funzioni naturali della pianta (come la fotosintesi, la crescita o la sensibilità agli stimoli ambientali) vengono integrate o potenziate da elementi ingegnerizzati.

VIGANELLA AL BUIO D’INVERNO, PLENITUDE RIPORTA LA LUCE

Il borgo di Viganella, frazione di Borgomezzavalle nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, è conosciuto in tutto il mondo come il ‘paese senza sole’. Per la sua posizione unica nella Valle Antrona, circondato dalle Alpi Pennine, questo borgo non viene illuminato dai raggi solari per 83 giorni all’anno, dall’11 novembre al 2 febbraio. ‘Il Sole che non c’era’ è il nuovo progetto di comunicazione di Plenitude che unisce storytelling e impatto sul territorio per raccontare la storia del borgo.
Nel 2006 è stato installato un grande specchio di 40 metri quadrati a 1.070 metri di quota, capace di riflettere i raggi sulla piazza e sulla Chiesa di Santa Maria Nascente, trasformando Viganella nel primo paese al mondo ad aver modificato scientemente il proprio microclima. Ma nel 2023 lo specchio è stato danneggiato, lasciando la popolazione di Viganella nuovamente al buio nei mesi invernali. Anche grazie a Plenitude, lo specchio tornerà ora operativo. Nel novembre scorso, Plenitude ha inoltre dato vita a una grande installazione artistica posta al centro del borgo: una sfera luminosa che richiama metaforicamente la luce solare.

ENI E Q8 INSIEME PER LA REALIZZAZIONE DELLA BIORAFFINERIA DI PRIOLO

Eni e Q8 Italia insieme per la costruzione di una nuova bioraffineria a Priolo, in Sicilia. Il progetto si avvarrà della consolidata esperienza industriale dei due partner e beneficerà delle competenze specifiche tecnico-operative di Eni nell’applicazione della tecnologia Ecofining, che consente di trasformare scarti e residui e oli vegetali in biocarburanti utilizzabili anche in purezza al 100%. La bioraffineria di Priolo avrà una capacità di 500 mila tonnellate/anno che contribuiranno, in linea con gli obiettivi Ue, a ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 65% rispetto al mix fossile di riferimento. La conclusione dell’iter autorizzativo del progetto, la definizione degli accordi di dettaglio e i lavori di costruzione sono previsti entro la fine del 2028.

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