Anac, Lisi (Anorc Professioni): “Openwhistleblowing è ennesimo corto circuito”

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ROMA - "Il dipendente che denuncia deve essere tutelato, punto. C’è una legge che lo prevede, è
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ROMA – “Il dipendente che denuncia deve essere tutelato, punto. C’è una legge che lo prevede, è quella sul whistleblowing, che riguarda tutti i dipendenti pubblici ed ANAC è l’autorità che dovrebbe garantire l’anticorruzione e quindi essere l’esempio per tutte le altre PPAA”. Parole dure, quanto necessarie, quelle dell’avvocato Andrea Lisi, presidente di ANORC Professioni, che ha rilevato negli scorsi giorni come la piattaforma OpenWhistleblowing, o meglio la versione leggermente personalizzata (e non aggiornata) del software open source GlobaLeaks già in ‘riuso’ da Anac nel 2015, non sia sicura e utilizzabile. “Ci sono state- ha aggiunto Lisi- diverse lamentele da parte di dipendenti pubblici in contesti istituzionali e privati su usabilità e sicurezza del software di Anac”.

Dal 2016 ANAC ha interrotto ogni forma di collaborazione in chiave open e gratuita, per indire un bando di gara a procedura aperta per l’affidamento della manutenzione ed evoluzione della soluzione GlobaLeaks.

“Sapere che una piattaforma di whistleblowing adottata da un’importante PA, che dovrebbe garantire riservatezza al dipendente che denuncia, non è di fatto sicura ed utilizzabile costituisce un problema. Già il Garante dati personali e il Ministero Giustizia avevano annunciato di voler riutilizzare questa stessa piattaforma. La scelta di usufruire di applicativi open source in riuso per altre PPAA non solo è opportuna, ma in linea con la normativa italiana contenuta nel Codice dell’amministrazione digitale, ma deve essere operata in un contesto che garantisca determinati parametri” ha affermato l’avv. Lisi, richiamando l’attenzione su un problema finora (ufficialmente) taciuto.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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