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Macerata, la deputata Brignone che è stata in ospedale: “Feriti terrorizzati, uno è fuggito”

Parla Beatrice Brignone, la deputata di LeU che è andata (prima e unica finora) a trovare gli stranieri feriti da Luca Traini
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ROMA – “Hanno la paura negli occhi. Uno di loro è scappato oggi dall’ospedale”. Beatrice Brignone è la prima parlamentare ad essere andata a Macerata, per incontrare i ragazzi feriti dal fanatico neofascista Luca Traini. Oggi la deputata di Leu-Possibile ha visitato Wilson Kofi, 20 anni, del Ghana.

Il proiettile gli ha trapassato il torace da parte a parte- racconta Brignone all’agenzia Dire- una costola ha deviato la traiettoria. Ma non sono le ferite fisiche a far più male. Si avverte negli occhi di questi ragazzi la paura di chi non si sente al sicuro e sa che in ogni momento potrebbe ripetersi la scena di sabato”.

Le vittime dell’attentato razzista sono ospitate in varie strutture sanitarie. Due giovani, ricoverati ad Ancona, sono in condizioni più gravi. “All’ospedale di Macerata c’è preoccupazione per un ragazzo nigeriano che oggi è scappato, per la seconda volta. Ha una ferita alla gamba e corre serio rischio di infezione. Sabato scorso ha firmato il modulo per le dimissioni volontarie ed è uscito dall’ospedale. Poi è tornato ieri perchè la ferita era infetta ed è stato sottoposto a cura antibiotica. Oggi pomeriggio è scomparso di nuovo. Ovviamente sono stati allertati i carabinieri e la comunità nigeriana. Bisogna pensare che per questi ragazzi è stato uno shock. Hanno il terrore che possa succedere di nuovo”.

A Macerata c’e’ un clima di tensione, di paura. “Sì, la cittadina è irriconoscibile. Io sono di Senigallia, ma a Macerata ho abitato per un anno e ci vado spesso. C’è un clima di odio che è nuovo, perchè Macerata è una cittadina solare, aperta. Ma questa volta colpisce la solidarietà che circonda Traini, il fatto che la comunità italiana non lo abbia isolato come meritava, che non si avverta un ravvedimento collettivo. Per questo molte persone temono che possa succedere ancora. E si guarda con apprensione alla manifestazione di sabato, che invece deve essere bella e partecipata. In questi anni il fascismo si è andato radicando anche nelle Marche del sud. E questo episodio dimostra che è stato sbagliato derubricare alcuni segnali alla stregua di ragazzate”.

di Alfonso Raimo, giornalista professionista

(La foto di Beatrice Brignone è tratta dal suo profilo facebook)

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