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Con Fincantieri spiragli per i 157 lavoratori di Eaton di Monfalcone

A fine 2017 la multinazionale ha annunciato - a sorpresa - la decisione di chiudere lo stabilimento di Gorizia
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TRIESTE – Primi spiragli di luce per i 157 lavoratori dello stabilimento Eaton Automotive di Monfalcone (Gorizia) licenziati in seguito alla decisione della proprietà di chiudere il sito aziendale isontino specializzato nella produzione di valvole per motori di auto. A contattare direttamente il sindaco di Monfalcone Anna Maria Cisint sono due imprese friulane e la richiesta è proprio quella di individuare -attraverso lo sportello dell’Agenzia regionale del lavoro aperto all’interno dello stabilimento Fincantieri- 22 professionalità alle quali proporre un impiego.

Facciamo un passo indietro.

A FINE 2017 IL FULMINE A CIEL SERENO

L’intenzione della multinazionale americana di chiudere il sito produttivo monfalconese giunge a fine 2017 come un vero e proprio fulmine a ciel sereno in quanto la proprietà -prima di allora- non ha mai manifestato l’intenzione di cessare l’attività in Friuli Venezia Giulia: sindacati e Regione scendono subito in campo tanto che la presidente Debora Serracchiani si rivolge al ministero dello Sviluppo economico per rappresentare la totale unità di intenti tra istituzioni e territorio, parti sociali e categorie economiche al fine di salvaguardare l’attività produttiva tutelando la continuità industriale ed occupazionale.

IL 25 GENNAIO IL ‘NO’ AI 6 MESI DI TRANSIZIONE

Il 25 gennaio scorso si svolge a Roma il tavolo nazionale sulla crisi Eaton conclusosi, però, con una fumata nera rappresentata dalla “totale indisponibilità da parte dell’azienda di fronte alle proposte avanzate dalla Regione che pretendevano una richiesta di sospensione per almeno sei mesi delle procedure di licenziamento al fine di trovare soluzioni che potessero consentire il ricollocamento dei lavoratori“, riferisce la stessa amministrazione regionale in una nota. In quell’occasione, la Regione manifesta “forte disappunto e sconcerto” per come si era posta la multinazionale americana presentandosi al ministero “con un atteggiamento di totale chiusura verso qualsiasi proposta portata al tavolo” tra cui, appunto, la sospensione della procedura di mobilità per almeno sei mesi durante i quali la Regione avrebbe attivato gli ammortizzatori sociali “al fine di favorire le procedure per la ricollocazione dei lavoratori”. Ipotesi, questa, bocciata dall’azienda.

L’Esecutivo, tuttavia, non si arrende decidendo di continuare a portare avanti il confronto con il sistema produttivo regionale.

IL PROTOCOLLO TRA LA REGIONE E FINCANTIERI

La prima svolta arriva, dunque, con la sigla di un protocollo di collaborazione sulle politiche attive per l’occupazione tra la Regione e Fincantieri coinvolgendo anche le organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil. Un’intesa che la presidente della Regione Debora Serracchiani chiede che venga subito attivata alla luce della crisi Eaton attraverso la presa in esame dei curricula dei dipendenti licenziati. Da parte di Fincantieri massima disponibilità.

LO SPORTELLO REGIONALE PER IL LAVORO DENTRO IL CANTIERE

Il passo successivo è l’apertura dello sportello dell’Agenzia regionale del lavoro all’interno del cantiere di Monfalcone che, operativo il lunedì e mercoledì dalle 9 alle 12.30, si occupa di vagliare, insieme a Fincantieri, i profili professionali della Eaton.

“Ai lavoratori intendiamo fornire tutte le indicazioni sugli strumenti di politica attiva che possiamo mettere in campo- ribadisce l’assessore regionale al Lavoro Loredana Panariti- e tenere in piedi un tavolo con le imprese del territorio per capire quali sono i profili professionali richiesti e le esigenze”. Attualmente le imprese che operano nel cantiere di Monfalcone cercano operai per l’esecuzione di carpenterie leggere relative ad impianti elettrici, cablatori per collegare cavi di bassa tensione e i cavi di rete dati, sabbiatori e verniciatori, ponteggiatori, impiantisti elettrici, termoidraulici, lavoratori per pavimentazioni e trattamenti fonoassorbenti e tagliafuoco, saldatori e carpentieri.

LA REGIONE NON SI ARRENDE. ED E’ CACCIA A POTENZIALI ACQUIRENTI

“Lo sportello può essere uno strumento utile per trovare una soluzione ma vedremo se i risultati saranno altrettanto positivi- commenta il segretario regionale di Cgil Villiam Pezzetta- in campo ci sono altri percorsi come ad esempio una seconda richiesta di incontro a livello nazionale con la Regione e il ministero dello Sviluppo economico finalizzato alla ricollocazione dei lavoratori guardando alle imprese più grandi del territorio” ma è anche caccia a potenziali acquirenti ed imprenditori interessati a riconvertire lo stabilimento di Monfalcone.

di Elisabetta Batic, giornalista

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