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La riqualificazione degli Ex mercati generali è a rischio stop e mega causa

Per la Città dei Giovani l'ultimo atto: o si sbloccano i cantieri, o i costruttori sono pronti ad una causa dagli esiti drammatici per le casse del Comune
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ROMA – Il progetto di riqualificazione degli Ex mercati generali, destinato a far nascere sulla via Ostiense la Città dei Giovani, rischia seriamente di impantanarsi una volta per tutte. Ma questa volta, secondo i rappresentanti degli uffici tecnici che questa mattina hanno partecipato alla commissione capitolina Trasparenza convocata sull’argomento, alla presenza anche del costruttore Claudio Toti, “se muta il progetto il concessionario potrebbe non essere più interessato. Ci sono buone probabilità di un contenzioso“.

Dunque per la Città dei Giovani si è arrivati all’ultimo atto: o si sbloccano i cantieri, o i costruttori, come essi stessi hanno fatto capire, sono pronti ad una causa dagli esiti drammatici per le casse del Comune.

Ma che cosa è successo a questo progetto quasi ventennale, e perché oggi l’area degli ex mercati generali somiglia a un cratere paludoso, con un cantiere fantasma bloccato da anni? A spiegare lo stato della situazione è stato il responsabile unico del procedimento, Andrea Borghi.

L’intervento nasce sotto l’amministrazione Veltroni ai primi anni del nuovo millennio, quando la grande area, che per decenni aveva ospitato i magazzini dei mercati che distribuivano i prodotti agroalimentari ai negozi dell’intera Capitale, viene affidata alle idee dell’archistar Rem Koolhaas per farne la Città dei Giovani. Alla concessione originaria, ha detto oggi Borghi, “segue una prima variante e ora si è in fase di approvazione della seconda variante, arrivata a fine 2013 ed oggetto di una memoria di giunta”.

L’iter è stato lungo e complesso. “Il progetto preliminare- ha detto ancora Borghi- ha avuto l’ok in conferenza dei servizi ed è poi approvato in giunta capitolina con la delibera 66 del 2015. Il progetto definitivo è stato redatto ed è andato in Conferenza dei servizi ad agosto 2015. Le sovrintendenze hanno poi esaminato il progetto e il parere favorevole definitivo è arrivato ad aprile 2016. È stata infine predisposta una proposta di deliberazione definitiva del progetto”.

Tutto era pronto per l’avvio dei lavori ma il commissario Francesco Paolo Tronca, nel frattempo subentrato all’amministrazione Marino, decide che a prendere la decisione finale dovrà essere la nuova giunta targata M5s. Oggi la procedura è di nuovo bloccata.

I motivi del nuovo stop sono da individuarsi nella volontà dell’assessore all’Urbanistica del Comune, Paolo Berdini, e del M5s di modificare nuovamente il progetto.

Durante la commissione di oggi è stato reso noto il contenuto di una lettera di Berdini che spiega i motivi del nuovo rallentamento. “Serve più verde– chiede, in sintesi, l’assessore- e la revisione del piano parcheggi“. A questo si aggiungono le richieste dell’assessore all’Urbanistica del VIII Municipio, Chiara Pascolini: “C’è troppo cemento, il Municipio chiede un tavolo di concertazione cittadini-Comune-costruttori. Vogliamo più alberi anche perché si è creato un micro habitat dove vivono uccelli vari come papere e germani reali”.

Il problema, hanno risposto i costruttori e gli uffici è che “modificare il progetto riporta le lancette indietro di anni. Si deve procedere ad una nuova conferenza di servizi e a nuove proposte di deliberazione”. Insomma si dovrebbe ricominciare da capo, con il rischio paventato esplicitamente di una grossa causa. A questo si aggiungono anche le risposte che comunque gli uffici hanno già fornito a Berdini.

“Il progetto- hanno spiegato- risponde agli standard di legge. I minori parcheggi su via Negri sono ricompensati dal parcheggio interrato e il concessionario si è anche impegnato a reperire spazi nelle zone limitrofe come nel perimetro della concessione. Sul verde all’interno la Sovrintendenza ha detto no con parere vincolante ma l’accordo prevede, a carico del concessionario, nuove piantumazioni per 1.200 alberi, 1.000 in un parco a Roma nord e circa 200 sui lungotevere”. A questo punto il Comune ha l’ultima parola.

I cantieri potrebbero partire subito. La nuova Città dei Giovani sarebbe costituita da 85.000 metri di superficie utile lorda totale di cui 32.000 commerciali per negozi e ristoranti, 9.000 per il direzionale e 1.400 per gli uffici pubblici. Sono previsti anche un cinema, una biblioteca, una struttura ricettiva a tariffe concordate per gli studenti delle università ed una mediateca. Il concessionario sarebbe disponibile a realizzare a sue spese un ponte pedonale. Tra le opere pubbliche previste ci sono sono il centro anziani già funzionante, come gli uffici dell’ex città storica, i parcheggi e opere stradali. L’importo totale del progetto è pari a 233 milioni tutti a carico del concessionario e il Comune percepirebbe un canone di 165.000 euro ogni anno. Dopo 60 anni la concessione tornerà al Comune. Il concessionario è la Sco, “Sviluppo centro Ostiense” costituito dalle società “Silvano Toti”, “Lamaro appalti”, “Gsi” e Veneto banca. I francesi della “Lsg” sono i sub concessionari.

di Emiliano Pretto, giornalista professionista

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